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Livorno

Bimbi sotto i sei anni, il Comune pensa al piano per far ripartire nidi e scuole d’infanzia

Bimbi sotto i sei anni, il Comune pensa al piano per far ripartire nidi e scuole d’infanzia

Mannucci: mancano a oggi indicazioni precise dal ministero Viviani: faremo un programma di interventi piccoli e grandi sugli edifici scolastici

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LIVORNO. «Siamo in attesa di ricevere dal ministero indirizzi precisi per trovare soluzioni al sistema educativo fino a sei anni così che anche i più piccoli possano riprendere le quotidiane relazioni sociali con i loro coetanei in totale sicurezza». A dirlo è la vicesindaca Monica Mannucci, sottolineando le incognite della fase 2: da un lato, per il sistema produttivo «si comincia a delineare un’ipotesi di riapertura graduale»; dall’altro, è «ancora ancora incerta la ripresa dell'attività scolastica».

Intanto a Palazzo Civico è stato creato un tavolo di lavoro che coinvolge gli assessorati dei settori istruzione e edilizia scolastica. Con un obiettivo: elaborare un piano di rientro a scuola che «definisca un progetto capace di raggiungere tutti. in una visione sostenibile e inclusiva, e per garantire alle madri e ai padri un rientro al lavoro quantomeno sereno».

Il Comune segnala che «si parla di un ritorno a scuola a settembre, con doppi turni, con misure sul distanziamento, con la ricreazione e la mensa a piccoli gruppi, e con metodi di insegnamento che prevedono metà classe presente e metà on line».

Sta di fatto che il ritorno al lavoro creerà problemi alle famiglie, che «non sapranno a chi affidare i loro figli e saranno ancora una volta le donne lavoratrici costrette a restare a casa», dice Mannucci sottolineando che «mancano ad oggi indicazioni precise sulle condizioni, i termini e le modalità di riapertura delle scuole». Al tempo stesso, la vicesindaca ribadisce la rilevanza dell’impegno del mondo della scuola nella didattica a distanza, ma – avverte – è uno strumento-tampone «in momenti di urgenza e di necessità», ma «non può essere considerato come la soluzione per la ripresa dell'attività».

L'assessora Silvia Viviani segnala l’utilità di un piano per l'edilizia scolastica: «Grandi e piccoli interventi sugli edifici, sugli spazi interni e sugli spazi esterni» per un programma di interventi «fondato su conoscenza del patrimonio scolastico esistente, sui programmi delle opere approvati e da rimodulare per le nuove esigenze, sul censimento di edifici e complessi dismessi o sotto utilizzati da riconvertire rapidamente e anche temporaneamente per attività scolastiche e formative» Viviani vuol correlare le politiche per l’istruzione con la rigenerazione urbana e il programma dei lavori pubblici.

Il Comune intende agire su due fronti. Nell’immediato, la «messa in sicurezza della salute dei ragazzi e del personale scolastico (dirigenti, insegnanti, Ata e collaboratori)». Su scala strutturale avviando, l’indicazione di progetti di edilizia scolastica che «garantiscano il distanziamento sociale per contrastare il diffondersi del virus».

 

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