Gioco
Scuola, il grande alibi del Covid-19 copre i guai
Lamberto Giannini
Il governo sulla scuola sta mostrando una pericolosa mancanza di prospettive: non si entra nell’anno scolastico in corso a differenza di altri Paesi, e può essere una decisione giusta. Ma c’è stato un tentativo come per le aziende di 700 dipendenti? Si è provato a vedere se era possibile far rientrare gli ultimi anni dei vari percorsi scolastici a gruppi di cinque? Può darsi che non fosse possibile ma non ci si è neppure pensato.
Ma il problema grave è un altro: in questo periodo si è pensato a fare manutenzione a investire nell’edilizia scolastica? No, tutto senza un minimo di pensiero. A settembre con la scusa del virus non saremo colpevolmente pronti e si prospetterà il mantenimento della “Dad” (didattica a distanza), l’unico valore che la “Dad” (fortemente iniqua e classista) può avere: “meglio di nulla”. Poi vale zero . Si deve tornare alla relazione umana appena possibile.
Altra prospettiva saranno i doppi turni – ricordiamoci la bellissima protesta dei giovani a inizio 2019 che lottavano per il diritto allo studio – che minano le giuste prospettive sportive, culturali e di socializzazione tra i giovani.
A questa generazione abbiamo tolto tanto: ridiamo appena possibile la scuola, quella vera e non le prospettive futuriste di una ministra che a mio avviso si è mostrata inadeguata al ruolo. E ovviamente tutti deresponsabilizzati, Provincia e governo. La colpa è del virus. —
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