Gioco
«Devo curare l’orto a Capraia per la Regione posso andare», ma la sindaca risponde “no”
Giovanni è disposto a dormire in barca per scongiurare rischi. La prima cittadina dell’isola gli ha scritto negandogli l’attività agricola
LIVORNO. Chiede di potersi spostare per prendersi cura del suo orto. È disposto addirittura a dormire in barca, pur di poter sistemare e coltivare i suoi 300 metri quadrati di terra. Sull’Isola di Capraia. Da una parte l’ordinanza regionale, dall’altra le disposizioni di un sindaco. Una sorta di “scontro” tra norme, un cortocircuito legislativo che per il momento non permette a Giovanni Saccà, livornese, di partire in direzione Capraia. «È assurdo – dice –, non capisco come sia possibile. La Regione mi autorizza, ma poi mi sento dire che non posso andare sull’isola». Per capire meglio la storia di Giovanni è necessario fare un passo indietro. Fino a martedì scorso.
Quando il presidente della Regione, Enrico Rossi, firma un’ordinanza regionale dove fissa le regole rivolte ai settori dell’agricoltura, del controllo della fauna selvatica e forestazione. Nella stessa si fa riferimento anche alle attività agricole “amatoriali”. Le disposizioni regionali sono chiare: lo spostamento per lo svolgimento di attività agricole amatoriali può essere effettuato esclusivamente nel pieno rispetto di quanto previsto dai decreti del governo,ma è previsto. L’ordinanza specifica anche alcune condizioni per quanto riguarda l’agricoltura “fai da te”: lo spostamento e l’“accudimento” non devono avvenire per più di una volta al giorno e deve essere effettuata da massimo due componenti per nucleo familiare. Condizioni volte a scongiurare che la possibilità di star dietro a ori, giardini e anche animali custoditi in un terreno non vicino all’abitazione principla e potesse essere usato come scusa per gite a seconde case e terreni.
Le attività da svolgere devono essere limitate a quelle necessarie alla tutela dell’ambiente, delle produzioni vegetali e degli animali allevati. «Alla luce della norma regionale, io posso andare in Capraia a coltivare il mio orto. Ho la barca ormeggiata sull’isola, posso dormire lì tranquillamente. Al mattino vado all’orto e poi sto in isolamento», dice ancora Giovanni Saccà, che ha scritto alla sindaca di Capraia, Marida Bessi, chiedendole di poter accedere al suo orto. La risposta, però, non lascia scampo a interpretazioni. «La richiesta non può essere accolta – scrive Bessi – in quanto, a causa delle peculiari condizioni del comune, geografiche e di isolamento, lo svolgimento delle attività amatoriali non comporta uno spostamento per una volta al giorno, bensì il trasferimento sul territorio».
Il punto di vista della sindaca, dunque, è chiaro. Giovanni Saccà non può recarsi sull’isola di Capraia perché, di fatto, si tratterebbe di un vero e proprio trasferimento, non consentito dalle restrizioni dell’amministrazione per combattere l’emergenza coronavirus. «Mi dispiace - conclude Giovanni Saccà - che ci sia una contraddizione tra la legge regionale e la risposta della sindaca. Vorrei soltanto prendermi cura del mio orto e spero che le autorità competenti intervengano concedendomene la possibilità».
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