Il Tirreno

Livorno

«O si lavora sicuri o ci si ferma Occorre tutelare addetti e clienti»

«O si lavora sicuri o ci si ferma Occorre tutelare addetti e clienti»

Graziano Benedetti (Slc Cgil): in discussione come affrontare la fase 2 L’emergenza deve cambiare il modo di organizzare il lavoro 

2 MINUTI DI LETTURA





il sindacato

«Siamo “sicuri” negli uffici postali tutte le operazioni dovranno avere la stessa importanza e gli stessi canali di accesso? E con la parola “sicuri” vogliamo riferirci tanto alla rilevanza che all’esigenza di tutela per utenti ed operatori». Graziano Benedetti, responsabile del sindacato Slc Cgil, in prima fila come coordinatore di parte Cgil del tavolo di confronto con le Poste a livello regionale, indica quest’aspetto nella trattativa che si è aperta su cosa significhi la fase 2 dell’emergenza coronavirus nel servizio postale.

Per Benedetti e lo Slc Cgil la risposta non può che arrivare da «un franco confronto» tanto con l’Authority regolatrice che con l’azienda postale. Ci sono alcuni paletti fondamentali. Il primo è riassumibile nello slogan “O si lavora sicuri o ci si ferma”: significa che sui luoghi di lavoro devono esserci gli strumenti individuali di protezione (mascherine, guanti, gel e sanificazioni periodiche) e la garanzia del metro di distanza tra gli operatori. Il secondo è lo stop a ogni sforamento dell’orario di lavoro ordinario per tutto il personale, «compresa la flessibilità operativa per i portalettere, fintanto che persiste la limitazione delle attività e degli spostamenti, per evitare il più possibile il rischio contagio». Il terzo riguarda la copertura al 100% del salario di chi ha visto sospesa l’attività lavorativa e una modalità per equiparare al ricovero in ospedale le assenze dei «lavoratori in condizioni di fragilità per una condizione di rischio derivante da immunodepressione, patologie oncologiche o terapie salvavita». Il confronto sarà, «negli scenari che si apriranno con la ripresa graduale delle attività economiche», relativo a «tipologie di applicazioni lavorative ben diverse dalle precedenti»: a cominciare dal distanziamento dei clienti e del personale, di «quali siano i servizi essenziali e quali quelli da presidiare prioritariamente».

L’ultima sottolineatura riguarda il fatto che il portalettere – spiega – «non può entrare in contatto con la clientela e quindi è autorizzato a mettere nella cassetta delle lettere le raccomandate e gli atti giudiziari, ovviamente con il consenso del cliente se è in casa, altrimenti avvisa».—

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web