Gioco
Addio a Perini, artigiano-artista dei piccoli capolavori in legno
Aveva 90 anni e viveva in via Demi, era un ex dipendente del cantiere Orlando: ha esposto i suoi modelli di attrezzi agricoli in miniatura in diverse mostre
LIVORNO. Era un artista del legno. Autodidatta. Ed era un uomo di grande cuore e di spiccata sensibilità, così lo raccontano quanti lo hanno conosciuto. Antonio Perini aveva 90 anni. È morto nel letto della sua abitazione in via Demi. Lascia la moglie Dina, figlia Antonella ed il nipote Sauro. Originario di Terricciola, aveva lavorato dapprima in un’azienda agricola in Val di Cornia, poi - trasferitosi da giovane a Livorno - era entrato al cantiere Orlando come magazziniere. Ma il suo amore vero era la campagna, la vita agricola che non c’è più, che gli era rimasta dentro sin da quando - da ragazzino - si divertiva nei campi e si fabbrica giocattoli da solo, utilizzando quello che trovava, perché di soldi in quegli anni ce n’erano pochi.
«Riparavo le macchine per lavare il bucato e quelle per filare la lana», raccontò diversi anni fa, durante una delle sue prime mostre di attrezzi agricoli in miniatura. «Più tardi ho iniziato io stesso a costruire io stesso macchine per filare la lana. Le vendevo a 500 lire l’una e col ricavato mi ci comprai il mio primo fucile per andare a caccia». Questa sua grande capacità manuale è stata determinante per la sua cifra artistica, da “artista semplice” come ancora oggi si legge in una pagina Fb che gli viene dedicata.Noi, del resto, lo abbiamo conosciuto proprio come artigiano del legno quando - convinto dai familiari - decise di mettere in mostra quanto aveva realizzato negli anni. Così abbiamo ammirato miniatire di falciatrici, carrette, bascule, botti, incudini - oggetti piccolissimi che talvolta richiedono l’utilizzo di lenti per ammirarne finiture ed ingranaggi. Oggetti che per anni Antonio ha tenuto esposti sul davanzale del terrazzo in via Demi.
La prima mostra la fece nel 1977 a Terricciola, poi gli anni succsesivi a Livorno, partecipando a rassegne dell’industria e del modellismo. Lima e scalpelli sono diventati dei prolungamenti artificiali delle sue mani abili. Ha esposta in diversi locali cittadini, alla Fortezza Nuova, ed ha messo a disposizione la sua professionalità di artigiano anche per l’ospedale di Livorno dove lavora Antonella, la figlia. Tanto che è stato lui - Perini - nell’aprile del 2011 a sistemare le sedie della scuola elementare in dotazione al reparto di Pediatria armato solo di rafia e paglia. ha scritto anche un libro sulle sue origini contadine e sulle sue passioni. In questi giorni le sue condizioni di salute erano peggiorate. Fra venerdì e sabato 18 aprile il suo cuore non ce l’ha fata e Antonio è venuto meno all’affetto dei suoi cari e di tutti coloro che in questi anni hanno conosciuto l’estro di questo artista autodidatta, l’artista semplice.
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