Il Tirreno

Livorno

Nozze con mascherine e senza invitati giovane coppia sfida il Covid per amore

LUCIA ATERINI
Nozze con mascherine e senza invitati giovane coppia sfida il Covid per amore

Gabriele, vigile del fuoco, e Giulia, infermiera, si sono sposati in Comune. Unica concessione: si sono tolti i guanti per mettersi le fedi 

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la storia

LUCIA ATERINI

Un matrimonio con una “trasgressione”, quella di essersi tolti i guanti di plastica per mettersi alle dita le fedi nuziali. Ecco il matrimonio al tempo del Covid, con mascherine, distanza sociale e senza invitati se non i 2 testimoni necessari per rendere l’atto valido. Ma Gabriele Boschi, 35 anni, e Giulia Ceccherini, 31 anni, da dieci insieme, hanno sfidato il virus con il loro amore e con due mascherine personalizzate con la scritta “Yes” (lui) e “I do” (lei). Il coraggio, in effetti, non manca a nessuno dei due; lui sta per diventare vigile del fuoco permanente (frequenta la scuola a Roma) e lei è infermiera nel reparto Covid all’ospedale di Livorno. «Solo due pazzi come noi - dice Gabriele - potevano sposarsi ora, in un anno bisestile, il giorno 17 e in piena emergenza». Che soprattutto Giulia conosce bene. «Tutte le volte che parte per andare a lavorare è una preoccupazione», racconta Gabriele poco dopo la cerimonia che si è svolta ieri mattina a mezzogiorno, in Comune a Livorno. Lei in completo bianco, lui in blu con solo i testimoni, Alessandra Nannicini per Giulia e Iacopo Telloli per Gabriele, “gli amici di una vita”.

Gabriele lascia il pensiero sul virus e riprende il racconto su queste strane nozze: «Le ho fatto la proposta il 4 gennaio con l’anello lasciato sotto l’albero di Natale e per fortuna mi è andata bene. Dovevamo sposarci il 28 marzo, poi abbiamo rimandato un paio di volte». Ma alla fine hanno deciso di “tagliare la testa” al Covid. «Abbiamo preso la prima data utile - va avanti Gabriele - tanto peggio di così non poteva andare. Chissà.. speriamo che queste circostanze negative ci portino fortuna in futuro».

Di sicuro sarà un matrimonio che non si scorderanno anche se è stato abbastanza rapido. «I nostri testimoni sono venuti a casa, - racconta lo sposo - poi Giulia è andata con Alessandra e io con Iacopo. E ci siamo incontrati in Comune ». La cerimonia è durata un quarto d’ora. «La signora che ha celebrato le nozze è stata veramente carina, è riuscita a scaldare l’atmosfera asettica dove tutti avevano guanti e mascherine . Abbiamo rispettato tutte le normative di sicurezza, solo per le fedi ci siamo tolti i guanti ». Questo è stato il loro piccolo “sgarro” per eliminare la distanza della plastica. A smorzare i dispositivi c’erano comunque i palloncini. E poi i parenti collegati con whatsapp: da parte di Gabriele il babbo Roberto e la sorella Veronica, da parte di Giulia i genitori Catia e Alessandro. E poi il “gran finale”: quando sono usciti hanno brindato con champagne e la marcia nuziale che Iacopo ha messo sul cellulare.

Ma, alla faccia del Covid, ci sarà anche una festa vera, forse il 28 agosto. Forse perché c’è anche l’incognita lavoro. «A fine maggio farò il giuramento - spiega Gabriele - e mi devono dare la destinazione , chissà dove mi manderanno...». Ma a chi ha sfidato per amore il Covid cosa può fare un luogo piuttosto che un altro? —



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