Gioco
Soldi alle imprese, ancora non ci sono e in più spuntano ostacoli e incertezze
La Cna: «Gli imprenditori rimandati indietro dalle banche e i tempi di restituzione sono abbastanza stretti»
LIVORNO
I soldi, quelli del decreto liquidità, non ci sono ancora e spuntano ostacoli e aspetti ancora da chiarire. Intanto il bisogno degli imprenditori, soprattutto quelli piccoli o medi, è sempre più impellente.
«E’ il caos - commentano dalla Cna - questi 25mila euro sono un miraggio, riceviamo continue telefonate al nostro ufficio credito, le imprese sono giustamente impazienti ed allarmate, ma la risposta che possiamo dare al momento è sempre la stessa: i 25mila euro non sono per tutti e non sono ancora disponibili». Dario Talini, direttore Cna Livorno, si dice «amareggiato e preoccupato per la situazione in cui versano le tante piccole e medie imprese locali che si rivolgono all’associazione per capire come fare le domande per avere i finanziamenti promessi dallo Stato in tempi brevi, ma ogni giorno spunta un nuovo ostacolo, una nuova interpretazione che rende il percorso più incerto e sempre più stretto».
«Di per sé la domanda per la garanzia statale non sarebbe complicata – spiega il responsabile dell’ufficio credito di Cna Andrea Porciani – essendo previsti pochi dati ed un modulo da compilare nella sua interezza. Molte imprese sono già state però rimandate indietro da tanti istituti cittadini perché ancora le procedure non sono state chiarite completamente, senza contare inoltre che alcune banche si stanno ancora attrezzando per reggere l’impatto della mole di richieste».
Ma le difficoltà non finiscono qui: gli imprenditori sono preoccupati per i tempi di restituzione del finanziamento. «Intanto occorre dire che i 25mila euro potranno chiederli per intero solo le aziende che hanno almeno 100mila euro di fatturato, le altre (fra cui tantissime piccole imprese) le avranno in proporzione allo stesso - spiega la Cna - ma supponendo di avere tutta la cifra, i sei anni di tempo rischiano di trasformarsi in un debito di non poco conto: passati i primi due anni di preammortamento a circa 50 euro al mese, i restanti quattro anni vedranno un impegno di circa 550 euro al mese, una cifra che andrà a sommarsi alle spese ordinarie dell’attività e, quasi sempre, ai debiti pregressi. Se già le imprese facevano fatica ad andare avanti tutti i mesi prima della crisi, significa che per pagare i nuovi debiti si presume che gli incassi migliorino: questo ce lo auguriamo, ma appare un futuro a breve termine molto improbabile». «Sarà quindi da valutare per molte aziende con maggiore attenzione – conclude Porciani – se preferire invece la soluzione di una ristrutturazione del debito preesistente al fine di tornare a produrre con una rata più lieve, spalmando più a lungo termine l’ammontare complessivo».
«Una seppur magra consolazione – aggiunge Talini – è che molti imprenditori ci hanno comunicato di aver avuto sul conto i seicento euro del bonus Inps». —
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