Il Tirreno

Livorno

«Troppi ritardi nell’esito dei test e a chi è negativo non viene detto»

G.C.
«Troppi ritardi nell’esito dei test e a chi è negativo non viene detto»

L’accusa di Pasquale Cognetta, numero uno dei medici di famiglia  «Pazienti e colleghi hanno difficoltà a conoscere il risultato dei tamponi» 

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LA POLEMICA

«I cittadini fanno i tamponi ma devono aspettare giorni per conoscerne l’esito. E spesso neanche riescono a saperlo», dice Pasquale Cognetta, segretario della Fimmg, il sindacato che riunisce la quasi totalità dei medici di famiglia.

Secondo Cognetta c’è stato un miglioramento nell’esecuzione dei tamponi, soprattutto grazie all’attivazione delle unità speciali di continuità territoriale (le cosiddette Usca), che vanno nelle case dei livornesi a visitare i pazienti positivi o sospetti e anche a prelevare i campioni, e grazie al test effettuato in auto ai pazienti indicati dai medici di famiglia.

«Ma c’è un problema - dice -: i colleghi e i pazienti hanno difficoltà a conoscere il risultato».

«C’è un difetto di comunicazione importante - continua il segretario della Fimmg -. Purtroppo prima per la mancanza di reagenti nei laboratori di analisi, e ora per la lentezza nella refertazione, servono giorni per avere le risposte e spesso in caso di risultato negativo, cioè di persone che risultano non contagiate, neanche viene comunicato l’esito. Con la conseguenza che i cittadini aspettano con ansia una risposta temendo di essere stati infettati, mentre in realtà non lo sono, e paradossalmente potrebbero non saperlo mai. Se l’Asl avesse detto: “Se non ricevete risposta entro tot giorni significa che il risultato è negativo”, sarebbe stata una formula accettabile. Ma così no: non è possibile non comunicare ai pazienti la loro negatività».G.C.

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