Il Tirreno

Livorno

L’infermiera con il camice anti-Pisa «Ho sbagliato, ma era solo uno scherzo»

Federico Lazzotti
L’infermiera con il camice anti-Pisa «Ho sbagliato, ma era solo uno scherzo»

Virginia Insolia è finita al centro della bufera dopo aver pubblicato una foto (poi rimossa) sul suo profilo Facebook «I colleghi hanno capito, altri no. Ora l’unica cosa che mi interessa sono i miei pazienti che aiuto ogni giorno in reparto»

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l’intervista

Federico Lazzotti

Ripete di aver «sbagliato» anche prima di riagganciare il telefono, quando dice di avere 27 anni. «Sono troppo vecchia – sottolinea – per fare queste cazzate...». Virginia Insolia, infermiera livornese, da un mese nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale pisano di Cisanello ad assistere i pazienti contagiati dal coronavirus, è finita al centro della bufera social dopo un post pubblicato sul profilo Facebook domenica. Nell’immagine, subito rimossa, si vede la ventisettenne di spalle: indossa il camice bianco che le copre anche la testa, la visiera calata sul viso e le mani, coperte dai guanti, indicano il retro della divisa dove si legge la scritta anti-Pisa.

Virginia che è successo, come mai quella foto e quella scritta?

«Guardi, l’ho fatto con i colleghi pisani, era uno scherzo, una scommessa persa, ma non tutti l’hanno presa così. Ripeto era uno scherzo tra amici, ma non tutti siamo uguali. Mi dispiace per le conseguenze che ha scatenato, non volevo. Purtroppo la gente che ha avuto certe reazioni non mi conosce, chi mi conosce, invece, non ha bisogno che mi giustifichi per quello che ho fatto perché sa quanto ami il mio lavoro e con quanta professionalità lo faccio ogni giorno».

E allora perché lo ha fatto?

«È stata un’ingenuità, un momento per sdrammatizzare una situazione di pressione che viviamo in ospedale. Un modo per fare una risata proprio con dei colleghi di Pisa che sono stati i primi a riderci su. Invece si è rivelato un gigantesco errore».

Quando si è accorta che la cosa stava prendendo una brutta piega?

«Quasi subito, appena ho visto che il post stava cominciando a girare, ad essere condiviso in un modo di verso da come lo avevo inteso io. Insomma che era stato interpretato male. Ecco perché appena ho visto i primi commenti l’ho subito tolto, ma ormai aveva già cominciato a girare: era troppo tardi».

Non tutti però si sono scagliati contro di lei...

«I primi a darmi il loro sostegno sono stati i proprio i mie colleghi pisani e questo mi ha fatto piacere».

Anche a Livorno hanno fatto un challenge su Facebook per sostenerla...

«Ho appena riaperto Facebook dopo un giorno perché non volevo più vedere certe frasi, mi facevano stare troppo male. Sì, comunque, ho visto che hanno fatto alcuni striscioni, mi hanno fatto sorridere».

È già tornata al lavoro in reparto?

«Non ancora, oggi sono di riposo, ho fatto la notte, quindi rientro domani mattina (oggi ndr)».

Senta, per stemperare la tensione se la sente di dire Forza Pisa?

«(Sorride) Poi se lo dico non mi fanno più tornare a Livorno, comunque i miei colleghi sanno quanto rispetti la città di Pisa e quello che stanno facendo»

Ci racconta com’è nata la passione per il suo lavoro?

«Credo sia una cosa innata. Mi è sempre piaciuto, ho sempre fatto la crocerossina tra i miei amici. Così all’università mi sono iscritta a scienze infermieristiche e dopo il primo tirocinio mi sono innamorata della professione. E soprattutto dei miei pazienti. Ce ne sono alcuni con cui sono rimasta in contatto: continuano a scrivermi, mi chiedono come sto. Nelle difficoltà di questi giorni sono loro la mia soddisfazione più grande. Hanno bisogno di noi e spesso per tirali su il morale basta una carezza».

E a Cisanello come ci è arrivata?

«Mi sono laureata nel novembre 2016, poi ho lavorato nel privato, infine nell’azienda sanitaria di Reggio Emilia dove sono rimasta per più di un anno. A marzo è arrivata la chiamata dell’Asl Toscana, era l’occasione per tornare a casa ed eccomi qua, anche se mi è dispiaciuto lasciare tutti i colleghi da un giorno all’altro».

Come vive questo momento difficile?

«All’inizio con molta ansia. Quando mi sono trasferita i primi giorni sono tornata a vivere dai miei genitori a Livorno. Ma quando tornavo a casa dopo il turno in terapia intensiva avevo il terrore di contagiarli e allora appena ho saputo della possibilità di trasferirmi nella foresteria dell’ospedale ho deciso di venire subito. Riabbraccerò i miei quando tutto questo sarà finito».

E saranno passate anche le polemiche...

«Certo, spero presto. Anche se non avrei mai pensato che i social si potessero trasformare in qualcosa di così tremendo». —

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