Il Tirreno

Livorno

Direttrice Casani, se il reparto è sicuro non correrà rischi a venirci a fare gli auguri

Giovanni Delogu ; *dirigente medico di neurologia dell’ospedale di livorno
Direttrice Casani, se il reparto è sicuro non correrà rischi a venirci a fare gli auguri

L’aspettiamo a Neurologia: la sua visita smentirà l’erronea percezione  di essere stati lasciati da soli con le nostre mascherine a tre veli 

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la lettera

Giovanni Francesco Delogu, neurologo dell’ospedale, ha risposto alla mail di auguri inviata dal direttore generale dell’Asl Maria Letizia Casani ai dipendenti per le festività pasquali.



Giovanni Delogu

Carissima dottoressa Casani,

sono un medico della Neurologia dell’ospedale di Livorno. Ho appena terminato di leggere la sua mail col messaggio augurale pasquale rivolto a noi “carissimi” del personale sanitario e desidero esprimerle pubblicamente il mio ringraziamento per “essersi voluta unire al coro dei plausi che ci sta arrivando per il lavoro che stiamo facendo. In particolare per chi sta combattendo in prima linea”.

Concordo con lei che “noi” che “lavoriamo in prima linea” “insieme ce la faremo”. Insieme a “voi del coro”, ovviamente.

Io mi appresto a prendere servizio in reparto stamane, mattina di Pasqua, e non potevo mancare di scriverle queste poche righe mentre sono ancora a casa in attesa di raggiungere proprio la “prima linea”.

Nel mio caso, penso di essere tra quei pochi, per ora, “fortunati” che lavorano in un “reparto pulito”, come ha anche avuto modo di rassicurarci il Direttore del presidio ospedaliero nel Documento della Direzione Sanitaria del 7 aprile.

Non è quindi un reparto come il “Pronto soccorso sporco”, il nostro della Neurologia, situato al 2° piano del 6° padiglione, ma “pulito”: dove infatti vengono curati “i pazienti del 2° padiglione 3° piano di area medica confermati negativi dopo il secondo tampone, o ulteriori controlli a giudizio del clinico in caso di sintomatologia suggestiva di positività dal punto di vista clinico-radiologico”.

Quindi un’ala dell’ospedale in questo momento privilegiata per chi vi lavora, soprattutto se ci si confronta con i colleghi della Rianimazione, del “Pronto soccorso sporco” o che assistono i “pazienti dell’area grigia” al 3° piano del 2° padiglione appena menzionato. Cioè l’area da cui afferiscono i malati che vengono poi ricoverati da noi al 6° 2°.

Nel nostro reparto di Neurologia infatti - ci rassicura ulteriormente il nostro responsabile con nota scritta del 9 aprile - “per l’attività comune svolta nei vari dipartimenti e negli ambulatori, vengono utilizzate le mascherine chirurgiche o Tnt 3 veli Toscana 1, che sono fornite giornalmente dalla Direzione Sanitaria. In presenza di pazienti sottoposti a procedure a rischio di generazione di aerosol sono necessarie mascherine Ffp2”. Mentre nel documento della Direzione Sanitaria viene specificata la “necessità di operare nelle aree Covid con dispositivi di protezione adeguati. Per l’accesso in tali aree, in caso di richiesta di consulenza neurologica o per l’eventuale monitoraggio di pazienti, vengono forniti i necessari dispositivi all’ingresso dall’area pulita all’area Covid. Inoltre, per un corretto utilizzo di tali dispositivi è richiesta la visualizzazione di un video illustrativo, scaricabile su Youtube”.

Quindi, durante l’attività clinica routinaria nel reparto di Neurologia per noi sanitari non è necessario utilizzare i dispositivi mostrati nel video illustrativo (che è sempre meglio visualizzare e apprendere in quanto potremmo essere chiamati a effettuare consulenze in altre aree dell’ospedale che per sintesi si potrebbero chiamare “non-pulite”).

Per noi in Neurologia sono “fornite le mascherine chirurgiche o Tnt 3 veli Toscana 1”.

Allora, dal momento che si tratta di un reparto sicuro, sarebbe confortante che lei potesse in una di queste giornate “di grande valore spirituale e civile” farci sentire fisicamente la sua vicinanza, il suo essere “insieme” a noi, che “ce la faremo”.

Come le ho appena ricordato, il nostro è un reparto “pulito” perciò lei non correrebbe alcun rischio di venire contagiata e la sua visita certamente rappresenterebbe un segnale di testimonianza a smentire l’erronea percezione di una sua assenza tra noi “carissimi”: quella di essere stati lasciati da soli ad assistere i malati con le nostre mascherine Tnt 3 veli Toscana 1.

Sarò in reparto ad attenderla anche nel pomeriggio di “Pasquetta”, ma se non dovessimo avere modo di incontrarci le rinnovo comunque i miei più sentiti auguri di Buona Pasqua anche a lei e a tutti i suoi cari.

*dirigente medico di neurologia

dell’ospedale di livorno

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