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Il questore insieme ai poliziotti durante i controlli pasquali: «Quasi nessuno era in giro»
Livorno, Lorenzo Suraci ha verificato di persona la situazione affiancandosi al personale in strada: «I livornesi hanno smentito chi pensava che col sole avrebbero violato le regole»
LIVORNO. «Qualcuno sosteneva che al primo sole i livornesi avrebbero infranto ogni regola. Così per Pasqua ho voluto vedere il loro comportamento con i miei occhi. Sono stato a Livorno, Cecina e Rosignano. Poi nei paesi interni. Non c’era anima viva. Al 113 ci hanno segnalato vari assembramenti, ma poi le pattuglie sul posto non hanno trovato niente. Ci sono stati molti falsi allarmi, ma la popolazione nel complesso si è comportata bene. Andiamo avanti così».
Insieme agli uomini e alle donne della polizia di Stato, in strada, per le festività è sceso anche il questore Lorenzo Suraci. Fra sabato e Pasquetta sono state fermate circa 1.400 persone, 39 quelle sanzionate. Venticinque a Livorno. E analizzando i numeri provinciali emerge come i negozi controllati siano stati 196, con appena tre multe. Commercianti e abitanti, insomma, nel complesso «hanno rispettato le regole».
Questore, insomma, i livornesi si sono comportati bene. Se lo aspettava?
«Io sì, ma qualcuno credo di no. In molti mi hanno detto: “Vedrà questore, quando esce il sole i livornesi se ne andranno tutti in giro…”. Invece sono stati educatissimi, a mio modo di vedere mantenendo un comportamento ottimo. Sabato la città era deserta, per Pasqua e Pasquetta anche».
Insieme alle pattuglie c’era anche lei.
«Sì, ho girato gran parte della provincia, fino a sud. È vero che stavolta i motivi per spostarsi erano pochissimi, quindi il lavoro domenica e lunedì per noi era più semplice visto che in pochi davvero potevano uscire di casa. Si poteva verificare facilmente, questo intendo. Infatti era tutto deserto».
Cosa risponde a chi pensava che i livornesi si sarebbero comportati male?
«Che i livornesi hanno risposto in modo contrario rispetto a come qualcuno li descriveva. Anche i negozi erano tutti chiusi: lavanderie e tabaccai ad esempio. Capisco che ognuno parli male di se stesso, però la profezia di alcune persone per fortuna non si è avverata: i cittadini sono stati ligi alle regole».
Sono arrivate molte chiamate al 113?
«Sì, in molti hanno chiamato. Ci hanno segnalato in particolar modo assembramenti che poi, all’atto della verifica, si sono rivelati inesistenti. Abbiamo ricevuto diversi falsi allarmi. Ma le persone vanno capite, questa situazione preoccupa un po’ tutti».
Come avete strutturato i controlli del fine settimana e del Lunedì dell’Angelo?
«Abbiamo realizzato dei servizi congiunti con tutte le altre forze dell’ordine su indicazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Ai poliziotti ho dato indicazione di fare soprattutto prevenzione e di usare anche un po’ di umanità».
L’attività motoria e le passeggiate sono le violazioni più frequenti e spesso anche le più problematiche da verificare. È così?
«Siamo in una legislazione d’emergenza. Si leggono tante notizie, alcune delle quali false. La verità è che bisogna restare nei pressi dell’abitazione, così dice il decreto. Un limite in metri in Toscana non c’è e anche il Veneto ora lo ha rimosso. È interpretabile, ma è normale in una situazione di emergenza. Sicuramente non si può andare a correre a dieci chilometri da casa».
I controlli sono proseguiti in porto. Lì si sono verificati problemi?
«Per la Sicilia è tutto fermo, partono solo le merci. Per gli imbarchi verso la Sardegna bisogna essere autorizzati dalla Regione. In ogni caso i controlli continuano anche da parte della Polmare». —
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