Il Tirreno

Livorno

«Fieri di ciò che facciamo ma sarebbe opportuno sottoporci al tampone»

TOMMASO SILVI
«Fieri di ciò che facciamo ma sarebbe opportuno sottoporci al tampone»

Giovanni lavora alla Pam di via Roma, dietro al banco gastronomia «Finalmente il riposo, c’è chi viene per soli 60 grammi di bresaola» 

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la storia/1

TOMMASO SILVI

«Due giorni di festa consecutivi. Non riesco a ricordare l’ultima volta che è accaduto. Bisogna tornare indietro di tanti anni». Giovanni Andreani, 53 anni, oggi starà finalmente con la sua famiglia. E lo stesso farà anche domani. La Pam in via Roma, dove lavora dal 2005, resterà chiusa. Non è una scelta aziendale, ma la conseguenza dell’ordinanza della Regione. Il governatore, Enrico Rossi ha imposto lo “stop” per Pasqua e pasquetta anche alla grande distribuzione. Quarantotto ore di totale riposo per coloro che, in questo periodo, possono essere tranquillamente definiti degli eroi. «Stiamo a contatto con la gente tutti i giorni, e questo ci riempie di orgoglio - prosegue Giovanni -, ma al tempo stesso ci espone anche a molti rischi».

Con l’Italia bloccata da oltre un mese, i supermercati sono tra le pochissime attività rimaste aperte.

«Possono entrare solo poche persone alla volta, e tutte con la mascherina. Ora c’è molta più attenzione, ma nei primi giorni di restrizioni anti-contagio la gente non aveva ancora compreso la gravità della situazione», racconta ancora Giovanni, impegnato al banco gastronomia. La vita dentro al supermercato, di questi tempi, è difficile. E i clienti non sono sempre disciplinati. «A volte capita di richiamare le persone che non rispettano la distanza di sicurezza, tra di loro, all’interno del negozio, e anche nei confronti dei dipendenti. Siamo tenuti a stare attenti al comportamento della gente mentre fa la spesa. Dobbiamo salvaguardare la nostra salute - dice Giovanni - ma anche cercare di tutelare la loro».

Oggi e domani, dunque, in Toscana non si può fare la spesa. Ma tutti si sono organizzati nei giorni scorsi. In questo momento più che mai, le dispense nelle case degli italiani sono stracolme.

«A inizio marzo, quando venne alzato il livello delle restrizioni, ci fu un assalto ai supermercati, anche al nostro. La gente portava via di tutto: carne in scatola, cibi pronti, carta igienica. Prima di Pasqua è accaduta la stessa cosa, ma con meno frenesia. La gente ha fatto una spesa mediamente abbondante, senza esagerare». Ma c’è anche chi il carrello non lo riempie, e va a fare la spesa tutti i giorni per concedersi qualche minuto di libertà dalla quarantena. «Una domenica sera - ricorda Giovanni - una signora anziana è venuta al supermercato per acquistare 60 grammi di bresaola. Non credo che ne avesse così tanto bisogno, aveva soltanto voglia di uscire di casa. Comportamenti del genere, però - dice il dipendente della Pam di via Roma - sono molto rischiosi, e vanno evitati». Sempre in prima linea. Fin dall’inizio dell’emergenza. Ogni giorno. Ora, finalmente, i lavoratori della grande distribuzione possono tirare il fiato. «Ne avevo davvero bisogno. Soprattutto a livello psicologico l’ultimo periodo di lavoro è stato parecchio pesante. Non è tanto il carico di lavoro - spiega Giovanni - quanto il contesto in cui lavoriamo che è logorante». Quindi un appello, da Giovanni Andreani alle autorità.

«Credo che sia giusto sottoporre il personale dei supermercati al tampone. Il nostro lavoro ci espone quotidianamente a diversi rischi, e a mio avviso dobbiamo essere controllati. Siamo fieri di quello che facciamo, ma vorremmo anche essere tutelati completamente dal punto di vista sanitario». —

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di Redazione web