Gioco
In fuga dalla pizzeria con dolci, bicchieri e una tv da 45 pollici: «È già il sesto colpo»
Livorno: lo sfogo di Antonio Cataldo, uno dei soci del Charleston. «Fra ladri e coronavirus lavorare è diventato impossibile»
LIVORNO. È stato il sesto furto in poco più di un anno. Con i ladri che hanno sollevato la serranda del ristorante di viale Alfieri, spaccando la vetrata e rubando un televisore da 45 pollici, smurato dalla parete. Colpo dei malviventi alla pizzeria Charleston degli imprenditori Antonio Cataldo e Amedeo Simeone, che ieri mattina hanno trovato il loro locale totalmente a soqquadro. «Andare avanti così è impossibile – racconta Cataldo – ed è già durissima a causa dell’emergenza coronavirus. Ormai ho perso il conto dei furti subiti. Qui, di notte, evidentemente non è un luogo sicuro».
Il ristoratore nelle scorse settimane – come raccontato dal Tirreno – era stato omaggiato da tutta la città per aver donato 50 pizze al reparto di rianimazione dell’ospedale (che si trova proprio di fronte), a quello di terapia intensiva, alla caserma dei carabinieri di viale Fabbricotti, alla polizia stradale e all’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, in viale Boccaccio. Sono stati proprio questi ultimi, attorno alle 8 di ieri mattina, a tornare nel suo ristorante dopo che già c’erano stati una decina di giorni fa scattandosi con lui pure un selfie per ringraziarlo, poi pubblicato sulla pagina Facebook della questura. Stavolta, purtroppo, l’occasione non sarà da ricordare. I poliziotti, guidati dal commissario capo Claudio Cappelli, nel loro sopralluogo hanno scoperto che i ladri avevano tentato di passare anche dall’entrata sul retro, già utilizzata negli scorsi raid, rompendo pure una zanzariera. Ma non ci sono riusciti, quindi hanno riprovato (purtroppo con successo) da davanti, dove sono riusciti a infrangere il vetro in basso, creandosi uno spazio sufficiente per poter passare.
«Purtroppo il dehors ripara la vista dalla strada, quindi i malviventi hanno potuto agire quasi indisturbati – conclude Cataldo – Quando sono entrato al lavoro, visto che il sabato sera consegno le pizze a domicilio, ho trovato bicchieri spaccati e perfino dolci già consumati, come torte della nonna e profiterole. Hanno avuto pure il tempo di farsi uno spuntino. Probabilmente sono fuggiti pure con i dessert e qualche bicchiere, alcuni dei quali erano rotti per terra, in mezzo alle briciole».
Anche nell’ultimo periodo il Charleston era stato preso di mira dai ladri, che però non erano riusciti a finire il loro sporco lavoro: «La scorsa settimana ho trovato la serranda mezza aperta, ci avevano provato. Ma per fortuna senza riuscirci. È veramente difficile lavorare in queste condizioni, non c’è sicurezza. Servono più controlli».
Cataldo e Simeone, anche in questi giorni di piena emergenza, non hanno fatto mai mancare il loro apporto alla città. Oltre agli omaggi agli “angeli della sanità” e alle forze dell’ordine, infatti, si stanno sforzando per offrire un servizio ai livornesi e anche oggi – nel giorno di Pasqua – rimarranno aperti tutto il giorno per effettuare le consegne a domicilio a chiunque ne faccia richiesta. «Nonostante le difficoltà – spiega Cataldo – stiamo provando a reagire. Con tutti questi furti non è facile, ma abbiamo il dovere di provarci per i nostri concittadini. Ci armiamo di mascherine e combattiamo questa emergenza con il cuore». Ora l’imprenditore campano – che ieri pomeriggio ha sporto denuncia in questura, «per l’ennesima volta» – si doterà di telecamere e sistemi di allarme, «perché altrimenti non faccio più vita».
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