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Coronavirus: quasi 6.500 controlli della Polmare agli imbarchi per le isole
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Il dirigente della Polmare, Alberigo MartinoLivorno: dall'inizio dell'emergenza Covid-19 la questura fa sapere che "sono state effettuate diverse denunce o sanzioni"
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LIVORNO. Quasi 6.500 controlli dall'inizio dell'emergenza coronavirus. Imponente il lavoro in porto della Polmare di Livorno, guidata dal vicequestore Alberigo Martino, che ha sanzionato o denunciato (in base al precedente decreto del Consiglio dei ministri) diversi passeggeri che non potevano partire. In totale - fanno sapere dalla polizia di frontiera marittima - sono stati controllate 6.381 persone. Di queste, 2.578 erano passeggeri diretti in Sardegna, in Sicilia e in Corsica. Una minoranza è rappresentata anche dai passeggeri che diretti a Capraia".
"Ne sono conseguite diverse denunce per la mancata osservanza dei provvedimenti legittimamente dati dall’autorità - si legge nella nota diffusa - che successivamente per violazione amministrativa dettata dal mancato rispetto di quanto previsto nelle autocertificazioni disposte dall’opera di decretazione d’urgenza posta in campo dal Governo, a oggi in continua evoluzione".
Molti passeggeri sono stati invitati a rientrare al luogo di residenza, perché non avevano titolo a imbarcarsi. "Diversi anche gli interventi richiesti al 118 per casi sospetti, fino a oggi, tutti risolti con esito negativo. In questo difficile contesto sono proseguite tutte le normali attività istituzionali demandate all’Ufficio di polizia di frontiera marittima in porto, in strettissima sinergia con l’operato della guardia di finanza, capitaneria di porto e l’Agenzia delle dogane, sotto il costante coordinamento a livello interregionale del direttore dell’ottava zona di polizia di frontiera e a livello provinciale del prefetto Gianfranco Tomao e del questore Lorenzo Suraci.
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