Gioco
Tramonti scopre l’infezione dal test del sangue «Mai avuto sintomi, potevo contagiare altri»
Il titolare della Ponceria (che è anche operatore Svs): «Il tampone ha confermato l’esame di Biolabor, credo di aver contratto il virus nel mio pub»
A COLLOQUIO
GIULIO CORSI
«La scorsa settimana ho deciso di farmi l’esame del sangue al laboratorio Biolabor per scoprire se fossi positivo o negativo al Covid. Il risultato è arrivato in una mezza giornata: aspettavo una mail, invece mi hanno chiamato. Ho capito che c’era qualcosa che non andava e infatti mi hanno comunicato che avevo attivi sia gli anticorpi IgG che quelli IgM. A quel punto il mio medico di famiglia ha richiesto il tampone: l’ho fatto sabato scorso, martedì mi è arrivata la conferma: ho il Covid».
Adriano Tramonti, titolare della Ponceria in Venezia e della Smile Animazione, operatore Svs, vicesegretario del Pd, presidente del Carli Salviano, parla dal salotto della sua nuova abitazione. «Neanche mia mamma riusciva a tenermi in casa, c’è riuscito il coronavirus», prova a sdrammatizzare.
Tramonti sta bene: «Sono completamente asintomatico - racconta -. E sono sempre stato in forma nell’ultimo mese. Andando indietro nel tempo, se proprio devo cercare un episodio che oggi potrei vedere con sospetto, è avvenuto una domenica di qualche settimana fa: andai a fare footing, i due giorni successivi mi sentivo stanco, anzi ero proprio bollito. Però per il resto niente. Ho avuto un leggerissimo rossore di gola, ma una cosa minima, da non accorgersene».
La decisione di fare il test in un laboratorio privato gli è venuta per la sua attività a bordo delle ambulanze: «Pensa che ho chiuso la Ponceria il 7 marzo e da quel momento sono stato precettato dalla Pubblica Assistenza. Sono stato per un mese murato alla Svs, operativo 5 giorni su 7, ho fatto tutti i servizi, in particolare i trasporti Covid, sia in città che in tutta la Toscana: Massa, Lucca, Firenze, Versilia, trasportavamo da Rianimazione a Rianimazione i pazienti di Massa, dove c’è una situazione devastante, fino a Cisanello, sono stato sull’automedica Alfa Covid. Oltre al resto dell’attività 118».
I continui contatti con pazienti contagiati e con ambienti frequentati dai pazienti positivi hanno convinto il titolare della Ponceria a farsi l’esame del sangue: «Avevamo tutti i presidi di protezione, l’Assistenza ci ha sempre dato il necessario, anche là dove la fornitura dell’Asl non arrivava, però ho deciso di fare l’esame lo stesso - racconta Tramonti -, per tutelare me, chi mi sta intorno e i pazienti con cui entravo in contatto ogni giorno. Mercoledì primo aprile sono andato alla Biolabor e mi sono fatto il prelievo: devo dire che sono stati molto gentili, quando hanno saputo che ero un operatore delle ambulanze me l’hanno fatto gratis».
Il risultato dell’esame è stato poi confermato dal tampone: «Secondo i medici, la presenza di entrambi gli anticorpi IgG e IgM significa che c'è già stata una risposta immunitaria e non si tratta di un contagio fresco. Potrei essere in guarigione e l’infezione potrebbe essere stata contratta da oltre 15 giorni. Sicuramente però è ancora in corso: lo ha detto il tampone. Sono stato in ansia mentre aspettavo il risultato, vivevo come in un limbo, poi quando ho avuto la conferma, non so perché mi sono rilassato e per la prima volta sono riuscito a dormire».
Tramonti è convinto di non essere stato contagiato sulle ambulanze. «Il contatto col virus potrebbe essere avvenuto addirittura in Ponceria - dice -: negli ultimi giorni, quando già eravamo aperti fino alle 18, ebbi un gruppetto di 18enni lombardi. Chissà...».
Una cosa è certa: è stata una fortuna essersi sottoposto all’esame. In tutto questo periodo infatti, nelle vesti di autista della Svs, il commerciante è entrato in contatto con tantissime persone. «Da operatore psuedo-sanitario avrei potuto contagiare tante persone come un untore inconsapevole - dice -, è vero che si entra nelle abitazioni con le mascherine, i guanti, le protezioni, però... Tutto ciò è terribile considerando che chi fa questi servizi sacrifica la propria salute per gli altri. Per questo spero che i miei compagni di ambulanza che sono venuti a contatto con me possano fare il tampone in tempi brevi, non fra settimane: per loro, per i loro familiari e per chi andiamo a soccorrere. Speriamo ci sia questa sensibilità da parte dell’Asl». —
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