Il Tirreno

Livorno

Lettera anonima a un parroco livornese: "Chiudi la chiesa, ti potrebbe capitare qualcosa di brutto"

Il momento dell'annuncio del parroco in diretta Facebook
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Il momento dell'annuncio del parroco in diretta Facebook

Livorno, lo ha annunciato durante la messa via Facebook: "Non è firmata, ha valore zero". Nessuna denuncia. La messa da tempo prevista solo in streaming

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LIVORNO. "Se ti azzardi di nuovo ad aprire la chiesa e a fare entrare i tuoi fedeli in faccia alle ordinanze del decreto ti potrebbe capitare qualcosa di brutto. A te, ai tuoi fedeli e alla tua parrocchia. Ricorda che anche anche il tuo principale Papa Francesco dice le messe in solitudine. Avvertito, attenzione". 
 
Una lettera anonima recapitata nella cassetta postale della chiesa di Santa Caterina, in piazza dei Domenicani, e letta dal parroco don Michele Esposto durante la messa in diretta streaming di mercoledì 8 aprile. Una minaccia alla quale, però, per stessa ammissione il prete della Venezia non vuole dare alcun peso. Non avendo neanche la minima idea di sporgere denuncia a carabinieri o polizia di Stato. "Non so che interpretazione ne date voi - ha spiegato rivolto ai fedeli collegati via Internet - ma per me vale zero. Intanto una persona si firma, poi chiede di essere ascoltata".
 
La missiva è scritta in stampatello e in un modo che appare anche molto incerto. Diverse le reazioni dei fedeli sulla stessa pagina Facebook del sacerdote livornese, originario della provincia di Taranto, in Puglia. "Non ci sono parole per la cattiveria umana anche in questo periodo così triste e buio", scrive Cristina. "Signore perdona tanta cattiveria dell'uomo", aggiunge Lorella. "Quanta cattiveria, non ha parole", spiega Franca. "Esprimiamo vicinanza a don Michele Esposto e alla comunità della parrocchia Santa Caterina per le minacce ricevute - scrive in un post la Misericordia di Antignano - La luce del Signore risorto possa illuminare e far ravvedere il responsabile di tale gesto. I confratelli della Misericordia sono al fianco e a difesa dei religiosi e delle comunità che in questo momento sono impegnati nel sostegno alle tante difficoltà sopratutto delle persone sole".
 
 
Proprio nei giorni scorsi - come anticipato dal Tirreno - in un'altra chiesa, quella di piazza Magenta, c'era stato un intervento dei carabinieri della Compagnia di Livorno, guidati dal maggiore Guglielmo Palazzetti, in quanto una ventina di persone erano state trovate all'interno della basilica durante la Domenica delle Palme. In sette - compresi il viceparroco Alessandro Merlino e don Matteo - erano gli unici autorizzati a star dentro per assicurare la diretta via social, sulla pagina della parrocchia. Gli altri no. Sono entrati approfittando della porta lasciata aperta dal sacerdote "per assicurare una via di fuga a chi si trovava dentro", aveva spiegato al Tirreno.
 
Su questo aspetto sono in corso accertamenti da parte dei militari che hanno sentito i presenti per sapere se avessero una giustificazione a stare lì o no. In molti avrebbero risposto (e provato) di essere appena andati a fare la spesa e di essersi fermati lì solo un momento per pregare. Rischiano comunque una maxi-sanzione da 400 euro, quella prevista dal decreto del Consiglio dei ministri pagabile, in forma ridotta, con 280 euro.

 

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di Redazione web