Toscana
I container non crollano (per ora) Anzi, ecco due linee per l’Africa
I francesi di Cma Cgm portano a Livorno collegamenti di Tdt con Tangeri e Algeri Ma aprile è un rebus e maggio rischia di essere una mazzata planetaria
livorno
Per adesso non c’è ancora stato il crollo dei traffici container nel porto di Livorno così come negli altri scali anche se già nel mese di marzo qualcosa si è intravisto. Ad esempio, le statistiche di casa Tdt sulle movimentazioni dicono che nello scorso mese di marzo sono si sono avuti 44.001 teu, oltre 9mila in meno rispetto ai 53.560 dello stesso mese del 2019. Per quanto riguarda il terminal Lorenzini dati ufficiosi indicano un trend attuale sostanzialmente rimasto sui livelli dell’anno passato, con 13.600 teu nel 2020 e attorno ai 13.400 nel 2019.
Vale la pena di ricordare che i dati dell’Avvisatore Marittimo del porto di Livorno indicano che si sono avute in marzo 57 navi portacontainer mentre nello stesso mese dello scorso anno ne erano entrate otto di più.
Attenzione, però, non abbiamo ancora visto tutto lo tsunami che interesserà la riorganizzazione dei traffici marittimi sulle grandi direttrici marittime internazionali: ad esempio, a Genova ci si attende che la statistica ufficiale relativa a marzo indichi una flessione intorno ai dieci punti percentuali. Ma il rebus inizia ora: è una incognita come andrà aprile e, come segnala il sito specializzato Shipping Italy, se su giugno nessuno azzarda previsioni ci si attende che maggio sarà «il peggiore del semestre». Il motivo? Si vedranno le conseguenze delle cancellazioni delle partenze perché, tenendo presente quanto ci vuole per compiere il viaggio via nave portacontainer dall’Estremo Oriente, le cancellazioni delle partenze dai porti cinesi li vedremo dopo quattro-cinque settimane soprattutto «i porti di Genova, La Spezia, Trieste e Gioia Tauro essendo quelli serviti dalle linee dirette con l’Estremo Oriente», insiste il giornale on-line. Senza dimenticare che l’accoppiata di colossi Maersk-Msc (2M) ha già eliminato fino all’estate il principale collegamento sulla direttrice Asia-Italia.
Dunque, Livorno potrebbe scapolarla proprio facendo tesoro della propria debolezza sul fronte dei collegamenti diretti con Cina e dintorni? E’ vero solo fino a metà: non saremo forse travolti direttamente dall’afflosciarsi dei traffici da Pacifico asiatico ma adesso sono gli Stati Uniti a essere sul mappamondo la trincea più terribile per la prima maxi-epidemia globalizzata ed è lì che il porto di Livorno ha il cliente numero uno.
Nel frattempo, arriva Su Port News, la rivista on-line dell’Authority labronica, arriva una (doppia) buona notizia proprio sul fronte dei traffici container. Entrambe riguardano il terminal Tdt in Darsena Toscana e la flotta francese Cma-Cgm, una delle prime cinque al mondo. Da un lato, questo operatore ha fatto decollare un nuovo servizio pendulum in direzione delle banchine marocchine di Tanger Med, uno dei poli di trasbordo più importanti del Mediterraneo. Dall’altro, sempre la compagnia transalpina ha deciso di spostare da La Spezia a Livorno il servizio Euronaf Italy. Per il direttore generale di Tdt, Marco Mignogna, è il segno che Livorno «mostra di assorbire meglio di altri gli effetti negativi del Coronavirus».
A quanto è dato sapere, si tratta di un servizio settimanale che toccherà per l’ultima volta lo scalo ligure il 21 aprile per debuttare sulle banchine labroniche in data 28 aprile. Tocca in Europa anche Marsiglia e Genova mentre sulla sponda africana fa tappa a Ghazaouet, Agadir, Oran, Mostaganem, Algeri, Bejaia, Skikda e Annaba. Si prevedono attorno ai 200 movimenti alla settimana, forse qualcosa di più, una sessantina dei quali con container pieni destinati all’export e gli altri vuoti in rientro dai porti nordafricani.
Mentre Italmar è un servizio nuovo di cui ancora non si conoscono le possibili ricadute di traffico, su Euronaf, che collega l’Italia ai porti algerini, Mignogna sostiene di aspettarsi per Livorno tra i 200 e i 220 container in più a toccata: «In importazione riceveremo più che altro contenitori vuoti in rientro ma contiamo di riuscire a totalizzare 70 container in esportazione da Livorno all’Algeria».
È da dire però che in questa fase di petrolio a prezzi bassi le compagnie – a cominciare proprio da Cma Cmg – stanno testando quanto convenga fare il giro di tutta l’Africa (in termini di costi e di tempi) rispetto al prezzo da pagare per poter passare dal Canale di Suez. Certo che se la cosa dovesse prendere piede sarebbe un colpo da ko: il Mediterraneo – e con esso tutti i porti italiani, incluso ovviamente Livorno – tornerebbero a essere marginali rispetto alle grandi rotte. E a ridursi a mercato più o meno locale. —
Mauro Zucchelli
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