Il Tirreno

Livorno

I detenuti di Gorgona donano beni alimentari alla Caritas diocesana «Vicini ai bisognosi»

TOMMASO SILVI
I detenuti di Gorgona donano beni alimentari alla Caritas diocesana «Vicini ai bisognosi»

Verdure e formaggi prodotti nel penitenziario sono arrivati via mare Suor Raffella Spiezio ringrazia: «Ogni giorno aiutiamo mille famiglie» 

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il DoNO

TOMMASO SILVI

Ortaggi, formaggi e uova. Tutti prodotti “in casa”. Estremamente genuini. Il carico è arrivato ieri via mare alla caserma della guardia di finanza “Santini”. A inviarlo sono stati i detenuti del carcere dell’isola di Gorgona, impegnati da tempo in un progetto sociale che prevede la lavorazione della terra e l’allevamento di animali. Sono stati proprio loro a chiedere alla direzione del carcere di recapitare i frutti della loro fatica alla Caritas.

Un gesto di grande solidarietà - reso possibile anche grazie all’importante contributo della polizia penitenziaria - per aiutare tutte quelle persone che, in seguito all’emergenza Covid-19, hanno riscontrato gravi problemi economici. Il maxi regalo dei detenuti ha viaggiato su di un’imbarcazione della polizia penitenziaria, arrivata a Livorno pochi minuti prima delle 11. L’arrivo dei doni partiti dal penitenziario dell’isola è stato festeggiato da suor Raffaella Spiezio, della Caritas diocesana di Livorno. «È stata una bellissima sorpresa, ho saputo soltanto all’ultimo momento della bellissima idea avuta dai detenuti. Sono molto felice - dice suor Raffaella -, perché ancora una volta tutta Livorno sta dimostrando una compattezza straordinaria. Mi tornano alla mente i giorni dell’alluvione del 2017. Anche in quel caso i livornesi fecero squadra, e il risultato fu straordinario».

Sono giorni pieni di lavoro per la Caritas, impegnata a non lasciare indietro le persone sole, gli ultimi. Soggetti in difficoltà che, in seguito alle restrizioni del governo per evitare la diffusione del virus, hanno visto ulteriormente peggiorare la loro situazione. «Aiutiamo circa mille famiglie in difficoltà - spiega ancora suor Raffaella -, che ricevono un pacco alimentare domiciliare. Sono persone che, senza il nostro aiuto, avrebbero difficoltà a mangiare». Soddisfazione espressa anche dal direttore del carcere di Livorno e della Gorgona, Carlo Mazzerbo. «Sono molto orgoglioso dell’iniziativa dei detenuti di Gorgona. Hanno donato una grande quantità di alimenti, dimostrando che il loro slancio non è soltanto simbolico, ma anche concreto. D’altronde, quando le cose si fanno, vanno fatte bene», dice Mazzerbo. Le persone bisognose di Livorno, quindi, mangeranno i prodotti provenienti dall’isola di Gorgona. Una straordinaria catena solidale. «È bello vedere i detenuti sensibili nei confronti dei soggetti svantaggiati. Quello della Gorgona - conclude Mazzerbo - è un progetto sociale in espansione, che contiamo di migliorare e potenziare sempre di più. Ringrazio i detenuti per il loro senso di comunità».

Anche suor Raffaella è felice. «Nei momenti di emergenza come quello che stiamo vivendo, la nostra comunità azzera le differenze sociali e si mette a lavorare insieme per superare gli ostacoli e rialzarsi più forte di prima. Il mio grazie va ai detenuti che hanno avuto questa idea straordinaria. Anche loro sono il simbolo della Livorno che ha voglia di lottare e che non si arrende di fronte alle difficoltà». —

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