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«Chiuderanno 2 negozi su 10 bisogna azzerare le tasse»
Confcommercio: sospensioni e rinvii servono solo a prolungare l’agonia Confesercenti: la liquidità del governo non basta, serve solo per pagare i debiti
LIVORNO
Salvaguardare dall'estinzione le 25mila imprese del commercio e dei servizi della provincia di Livorno. Questo è l’appello delle associazioni di categoria. Confcommercio scrive ai Comuni e dice: «Cancellare subito e definitivamente le tasse e imposte locali per tutto il 2020». E Confesercenti rinforza il concetto: «Contro il disastro ci vuole anche subito liquidità ».
Confcommercio ha scritto proprio in queste ore ai Comuni della provincia con una richiesta precisa e forte, quella appunto di cancellare le imposte locali per il 2020.
«Gli imprenditori piccoli e grandi di tutti i settori stanno passando momenti di ansia e terrore, eppure stanno facendo la propria parte con responsabilità e assoluta collaborazione per il contenimento del virus - spiega Confcommercio - Se questa paralisi, totale o parziale, delle oltre 25mila imprese di commercio, turismo, servizi, professioni della provincia continuerà ancora per qualche settimana, la conseguenza sarà la chiusura per due imprese su dieci».
«Per questo ci siamo rivolti direttamente ai sindaci, che vivono quotidianamente la tragedia sanitaria, sociale ed economica del Covid-19 - ha detto il direttore Federico Pieragnoli - sospensioni e rinvii servono soltanto a prolungare l'agonia prima della fine certa: perché senza incassi per mesi, dove troveranno i soldi per tasse, mutui, adempimenti, bollette che si sommeranno inevitabilmente a quelle che verranno in seguito? E allora, non ci sono alternative alla cancellazione definitiva di tasse e imposte comunali per l'intero 2020».
E conclude: «Un segnale forte che parte dai territori per rivalersi su governo e regione che dovranno obbligatoriamente fare la loro parte».
Sulla stessa linea anche la Confesercenti. «Oggi le imprese hanno bisogno di soldi - spiega Alessandro Ciapini, direttore della Confesercenti - è lo Stato che deve dare forte liquidità alle imprese e ai Comuni per poi consentire l’ azzeramento delle tasse».
E l’associazione non dà un giudizio positivo della bozza del decreto liquidità annunciato ieri dal governo : «Se da una parte si offre il credito agevolato con la garanzia pubblica, dall’altra parte nella manovra dello Stato ci sono solo i soldi per far pagare i debiti alle imprese ma non per ripartire con le attività. È solo una forma di ossigeno per pagare le tasse, nel prossimo decreto di aprile ci devono essere misure concrete per la ripartenza, questo è solo un piccolo aiuto».
In sostanza conclude Ciapini, «Il credito che viene offerto ora, a partire da 25mila euro per le piccole imprese, serve solo a pagare a giugno le tasse che sono state rinviate per i mesi di marzo e a aprile». —
L.A.
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