Il Tirreno

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il caso 

Centinaia di persone in attesa per il test nei laboratori privati bloccato dalla Regione

LIVORNO ; ; G.C.
Centinaia di persone in attesa per il test nei laboratori privati bloccato dalla Regione

Proteste dopo lo stop di Rossi. I titolari delle strutture: «Così molti positivi inconsapevoli potranno contagiare»

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«Avevo prenotato un test del sangue al laboratorio Labronica Analisi Cliniche per individuare le tracce del Covid 19 per i due membri della famiglia più a rischio, ovvero mia moglie, infermiera a Cisanello, e mia figlia, cassiera in un supermercato. Ci hanno chiamato dal laboratorio dicendo che gli esami sono stati sospesi d'imperio dalla Regione per motivi che l'addetta non ha saputo spiegare compiutamente. Ritengo questa interferenza gravissima visto che a tutt'oggi i miei familiari sono stati abbandonati al loro destino».

La lettera al Tirreno del nostro lettore Giovanni Forcella sintetizza perfettamente la rabbia di centinaia di livornesi dopo la decisione del governatore Rossi di bloccare gli esami nei laboratori privati in grado di individuare gli anticorpi al coronavirus.

«Gli utenti sono infuriati, telefonano per prenotare, gli diciamo che in questo momento il test non si può fare e protestano. È un rullo continuo», racconta Elisabetta Rosaspina, biologa e contitolare della Labronica Analisi Cliniche. «Avevamo oltre cento persone con l’esame già prenotato, abbiamo dovuto chiamarle dicendo loro che in questo momento è tutto sospeso».

Al laboratorio Multitest di piazza Attias di persone in attesa del test ce n’erano 300 quando è arrivato lo stop della Regione. «La gente è spaventata, vuol fare il test - racconta Riccardo Billeri -, i telefoni suonano in continuazione. In lista d’attesa abbiamo operatori della sanità, infermieri e Oss, a cui daremmo la precedenza volentieri, mi hanno chiamato alcune Rsa, e poi tanti cittadini, una popolazione di persone asintomatiche che vogliono sapere, dopo aver avuto la tosse o essere state vicine a persone a rischio, se sono state contagiate o no».

«I risultati dei test che abbiamo fatto finora - aggiunge - ci dicono che il 7% di chi è venuto, aveva gli anticorpi del Covid, la maggiorparte tra l’altro anticorpi IgM, quelli cioè che indicano un’infezione recente o in atto. Ecco quelle sono persone che non sanno di essere contagiate e che, senza l’esame, possono contagiare chi gli sta intorno».



Le parole con cui il governatore Rossi ha spiegato l’ordinanza che vieta l’effettuazione dei test sono state durissime. «Non possiamo permettere che i cittadini vengano turlupinati», ha detto.

La consigliera regionale del Pd Monia Monni, che per prima aveva chiesto a Rossi di stoppare i test sierologici dei privati, è andata giù ancora più pesantemente: «Non si specula sulla paura delle persone».



Ma i laboratori livornesi replicano. «Se Rossi si riferisce al fatto che a Genova il test veniva eseguito a 100 euro, ha ragione - commenta Billeri -. So che anche a Pisa qualcuno lo faceva 50 euro. Ma qui casi di questo tipo non ne ho visti: io lo faccio pagare 25 euro. Considerate che il kit lo pago 18 euro, in più ci aggiungo la professionalità, il rischio, il prelievo, la siringa e la provetta, mi pare palese che non sia il modo di arricchirsi. Abbiamo deciso di tenere il prezzo basso proprio perché non vogliamo guadagnare su un fatto come questo».

La soluzione, secondo Billeri, sarebbe semplice: «Bastava calmierare il prezzo e imporre un costo massimo di 25 euro».



Rosaspina ribatte con ancor più durezza: «Ci sentiamo offesi dalla frase di Rossi, dispiace che al cittadino si faccia passare la percezione che siamo qui per chissà quali guadagni, quando è vero il contrario. Parlare di speculazione sulla paura è come raccontare la congiura dei fornai che speculano sulla fame delle persone. Le persone si sentono gravemente messe in difficoltà da questo provvedimento, lese nel loro diritto di esercitare verifiche sulla loro salute. Nelle altre regioni d’Italia questa situazione non succede: in Liguria, Veneto, Campania, Puglia gli esami sierologici sul Covid dai privati si fanno. I nostri kit sono affidabili, sono kit registrati, forniti da ditte di livello internazionale, i nostri arrivano dagli Stati Uniti prodotti da Acro Biotech e Biodevice. Tra l’altro è una tecnologia che viene usata da trent'anni, è un test che si avvale di anticorpi monoclonali. Come tutti i test di screening, compresi i tamponi, hanno sempre un margine di errore. Ci sono tanti medici che sono venuti a farselo nei giorni scorsi e che hanno mandato i loro pazienti. Oggi questo è l'unico sistema per accertare che una persona abbia avuto il Covid 19. Non capisco il senso di bloccare questa opportunità».—

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di Redazione web