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Coronavirus, multata mentre porta il cibo ai gatti: «Sanzione ingiusta, ecco perché»
Livorno, il presidente della Lav scrive al comandante dei carabinieri e sostiene la donna nel ricorso
LIVORNO. La Lav, lega anti vivisezione, dalla parte della signora livornese di 65 anni multata dai carabinieri il 29 marzo scorso mentre stava portando da mangiare ai gatti in via dell’Artigianato. Il presidente dell’associazione, Gianluca Felicetti, ha infatti scritto una lunga lettera al comandante provinciale dei carabinieri e alla stazione di Collesalvetti, per spiegare i motivi per i quali – secondo la Lav – la sanzione di 373 euro è ingiusta tanto da meritare di un ricorso, tanto da allegare anche sentenze e documenti che confermano la buona fede e la legalità del comportamento della sessantacinquenne.
«Sul punto – si legge – l’associazione rammenta quanto già rappresentato mediante la comunicazione trasmessa a tutti i comandi di polizia il marzo, che ha avuto numerosi riscontri positivi come quello della prefettura di Trapani, e nella quale, chiarendo il quadro normativo vigente e richiedendo un intervento per garantire uniformità rispetto alla tutela degli animali d’affezione sul territorio, è stato chiarito che lo spostamento per curare, alimentare, assistere o soccorrere gli animali d’affezione, tra i quali rientrano dunque anche i gatti, siano essi appartenenti a colonie feline oppure in stato di libertà, è giustificato per motivi di salute e necessità, ai sensi dell’articolo 1 comma 1 lettera a) del Decreto del presidente del consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020, compatibili con quelli successivi».
Inoltre nella circolare del Ministero della Salute del 12 marzo «chiarisce – va avanti – in maniera inequivocabile che gli spostamenti relativi alla cura degli animali d’affezione, proprio come quello da accertato dai carabinieri di Stagno, rientrano nell’ambito della deroga dei motivi di salute, in quanto sono da estendersi anche alla sanità animale».
La richiesta del presidente della Lav al comandante provinciale è semplice: «Sono a chiederle – conclude – un cortese intervento di diffusione ed applicazione di tali normative e provvedimenti nei confronti della stazione dei carabinieri di Stagno e di tutte le altre stazioni della provincia di Livorno, al fine di consentire, anche alla cittadina in questione, gli spostamenti per la documentata esigenza di cura degli animali d’affezione».
Adesso per quello che riguarda la donna multata si apre la partita del ricorso visto che non giuridicamente possibile che i carabinieri possano autonomamente, anche nel caso verificassero l’errore, di cancellare la sanziona. «Ovviamente – spiegano dal comando provinciale – la signora ha tutto il diritto di rivolgersi alla Prefettura per fare ricorso nei confronti della sanzione. È altrettanto vero come quello della La sia un orientamento e non faccia dunque giurisprudenza». Insomma, la partita molto probabilmente si dovrà giocare tra avvocati.
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