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«Il numero di infezioni agli Spedali Riuniti è contenuto»
LIVORNO
«Il numero di infezioni nel nostro ospedale è contenuto». Lo afferma l’Asl in una nota, dopo gli articoli del Tirreno di ieri in cui si raccontava del focolaio esploso al reparto di Medicina (2° padiglione 3° piano), dove sono rimasti infettati 6 infermieri oltre a diversi pazienti.
Altri 5 infermieri dell’ospedale (di cui 2 dei servizi ambulatoriali), sempre secondo i dati forniti dalla stessa Asl, sono stati contagiati.
Il totale del personale infettato in viale Alfieri è di 11 operatori (numeri forniti dall’azienda), una cifra secondo la direzione ospedaliera contenuta.
«La scelta messa in atto dalla direzione sanitaria è stata quella di fare emergere eventuali focolai per tenere l'ospedale il più possibile pulito», continua l’Asl.
Che poi replica a Maria Letizia Leone, la figlia della maestra morta col Covid in ospedale, dopo essere arrivata negativa al virus al reparto di Medicina ed essersi contagiata all’interno del nosocomio.
«Non è vero che ci è voluto il morto perché il personale mettesse in pratica la procedura di isolamento funzionale come ha affermato la figlia di una deceduta - dice l’Asl -. I pazienti negativi ma con forte sospetto clinico radiologico sono da sempre stati messi in regime di isolamento nella stanza singola o doppia che c'è in reparto (letti 25-26-27). La differenza rispetto a prima è che nella area filtro adesso mettiamo tutti in isolamento funzionale. Inoltre, sono state aumentate le sanificazioni e aumentate le pulizie».
In realtà, è opportuno ricordare che la signora Leone non ha mai affermato che fosse servito il morto per modificare le procedure. Ha soltanto chiesto a più riprese - la prima volta quando la madre era ancora viva ed era stata contagiata dopo 11 giorni di ricovero - che al reparto di Medicina fossero prese precauzioni maggiori per evitare possibili contagi. Precauzioni che sono state incrementate dal 27 marzo, dopo che il direttore dell’ospedale dispose il tampone a tutto il reparto da cui risultarono numerosi positivi. —
G. C.
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