Il Tirreno

Livorno

Scuola: il dibattito 

«Quei dirigenti la smettano di cercare forzature inutili»

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LIVORNO

“Dirigenti scolastici o capitani di ventura?”. E’ l’interrogativo con cui il sindacato Unicobas, per mano di Patrizia Nesti (segretaria provinciale scuola) e Claudio Galatolo (segretario regionale), va al contrattacco contro la lettera aperta dei dirigenti scolastici («ci ha francamente sconcertato»). Di fronte all’emergenza serve «una risposta flessibile» e i lavoratori l’hanno fatto «con responsabilità, attivandosi nelle varie modalità possibili e legittime per garantire agli studenti il diritto allo studio». Quel che non va – viene sottolineato – sono gli «atteggiamenti dirigenziali diffusi anche se non generalizzati, che chiedevano maggiore rigidità, imponendo ad esempio l’utilizzo di determinate piattaforme private come strumento privilegiato della didattica a distanza, puntando all’adozione di criteri valutativi discutibili, richiedendo prestazioni lavorative improprie».

Unicobas dice di aver dialogato con i dirigenti «in un’ottica cooperativa, pure nella differenza di ruoli e posizioni, finalizzata ad affrontare al meglio questa situazione». Ai dirigenti si rimprovera di non aver saputo «cogliere l’importanza di affrontare in modo ragionevolmente coeso la situazione e che addirittura, come appare nella lettera da essi firmata, si invochi come soluzione il disconoscimento delle norme contrattuali e la deregulation come modalità operativa». Va rifiutata l’idea che Unicobas vede in quella lettera: quella di «chiedere solo libertà di agire in deroga, lamentandosi di essere disturbati dai sindacati».

Interviene Carlotta Cini a nome dei Comitati di base della Scuola di Livorno per sottolineare che «l'emergenza non deve essere la scusa per agire al di fuori di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale, dallo statuto degli studenti e delle studentesse, dal Testo Unico sulla scuola, dai decreti delegati». C’è bisogno sì di ragionare su come aggiornare il nostro sistema scolastico ma facendolo «con i passaggi previsti, compresi il confronto tra istituzioni e sindacati e la discussione collegiale nelle scuole».

Nel mirino è «la retorica del comandante eroico che guida i docenti verso un porto sicuro, con discutibili metafore sullo stare sulla stessa barca», dice l’esponente Cobas. Aggiungendo poi: «Non vorremmo che questa esaltazione improvvisa portasse ad eccessi preoccupanti, di cui già vediamo le tracce nella lettera inviata alla ministra, in cui si dichiara espressamente la volontà di bypassare la normativa e si attacca chi cerca di farla rispettare».

Cini dà l’altolà a «forzature di qualsiasi tipo, spesso peraltro dettate più dallo zelo della concorrenza tra scuole che da un reale bisogno di contatto con gli studenti» così come inaccettabili gli attacchi «al lavoro delle organizzazioni sindacali, delle Rsu e del personale attento e critico» (si deve poter discutere delle questioni «senza che nessuno debba permettersi di redarguirli o accusarli di mancato atteggiamento costruttivo»). —



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