Il Tirreno

Livorno

per lo stop ai riti collettivi 

Prime comunioni e cresime slittano in estate o autunno

I matrimoni non sono vietati ma a patto di accettare che siano presenti solo prete, sposi e testimoni. Le dirette social per la Settimana Santa 

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LIVORNO

È ufficiale: da quando il premier ha prorogato i divieti anti-contagio, anche i riti della Settimana Santa devono fare i conti con le limitazioni: su Tv2000 (canale 28 e 157 Sky) e in streaming su chiciseparera.chiesacattolica.it o www. chiesacattolica.it oppure sulla pagina Facebook della Conferenza episcopale alle 18 le celebrazioni del Papa per il Giovedì e il Venerdì Santo, il 10 aprile alle 21 c'è anche la via Crucis sul sagrato della basilica di San Pietro, sabato 11 alle 21 la veglia pasquale e alle 11 di domenica prossima la messa papale di Pasqua con la benedizione urbi et orbi.

La diocesi invece mette in agenda lo streaming sulle pagine Facebook delle varie parrocchie o in tv su Granducato (canale 14) il vescovo che officia dal santuario di Montenero la liturgia del Giovedì Santo alle 18, l'indomani quella del Venerdì Santo alle 15, sabato alle 22 la veglia pasquale e domenica alle 9 la messa di resurrezione.

Sta di fatto che il problema a questo punto riguarda anche tutta la stagione delle prime comunioni e delle cresime: «Tutto slitta a quando ritorneremo alla normalità, adesso è presto per saperlo», dice il vescovo Simone Giusti. Come dire: se è questo che la primavera è periodo-clou per questo tipo di sacramenti, è probabile che ciascuna parrocchia li riprogrammi in estate o in autunno. Con un problema in più per le cresime: è indispnesabile la presenza del vescovo per amministrare il sacramento, dunque sarà più complicato creare un calendario senza arrivare all’inverno. Casomai le faremo anche di venerdì», si lascia sfuggire Giusti (ma forse non crede troppo neppure lui a questa eventualità...).

In realtà, non sono vietati i matrimoni ma l’ok c’è solo se gli sposi accettano di celebrarlo restringendo le presenze a lui, lei, il prete e i testimoni. Neanche i genitori? «Diciamo che i genitori possono fare da testimoni, ma niente invitati né amici o parenti», precisa il presule.

Così come per la veglia pasquale: il ministero ha accettato di riconoscere a diaconi, concelebranti e organista (più due operatori per la diretta web) a spostamenti per motivi equiparabili a esigenze di lavoro. Ma stop lì, la Chiesa al tempo del coronavirus è costretta a scoprirsi social. —

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