Gioco
La sorpresa di Lemmi «Porto i giornali fuori e li consegno ai clienti»
A Livorno lo storico chiosco in piazza Damiano Chiesa non si ferma «È cambiato il flusso: prima si lavorava al mattino, adesso a pranzo»
La storia/1
Nicolò Cecioni
Il gigantesco uovo di Pasqua è ancora lì, esposto all’interno del locale, con il suo bell’incarto amaranto. È il premio della lotteria di Pasqua che i titolari dell’edicola di piazza Damiano Chiesa hanno organizzato anche quest’anno. Nonostante tutto e nonostante le problematiche legate all’emergenza Coronavirus.
È un po’ il simbolo di questo momento difficile che è arrivato proprio adesso che la bella stagione vorrebbe dirci che il peggio è passato. Ma invece la situazione è tutt’altro che tranquilla e anche al chioschetto accanto al semaforo davanti all’entrata di emergenza dell’ospedale titolare e clienti se ne rendono conto. Quello è un punto di riferimento per tutto il quartiere, sia per gli abitanti di Colline, sia per chi lavora nel campo sanitario e deve recarsi tutte le mattine in ambulatorio o nei vari reparti dell’ospedale. Ma nell’aria si sente che c’è qualcosa di diverso.
«Il lavoro c’è – spiega Iuri Lemmi, il titolare dell’edicola – perché questo è un posto di passaggio ed è in una zona strategica per tantissime persone. Perciò abbiamo continuato a rimanere aperti e a lavorare come al solito». Però l’attività è decisamente cambiata rispetto a una ventina di giorni fa.
«Rispetto a prima dell’emanazione del decreto sono cambiate tante cose. Per esempio in questi giorni la mattina presto vengono pochissime persone, mentre prima era un continuo. Adesso il picco dei clienti lo abbiamo nelle ore centrali della giornata, durante la pausa pranzo».
Molti, infatti, approfittano dell’uscita dal lavoro per andare a fare la spesa, acquistare giornali e articoli per passare il tempo a casa. Ma come sta avvenendo un po’ in tute le edicole cittadine, tanti articoli rimangono invenduti. «Noi abbiamo tutta una serie di gadget delle squadre di calcio, dalle magliette alle sciarpe, fino ai giornalini e i portachiavi. Adesso però il campionato è fermo e dunque si sono fermate anche le vendite. Pochissimi ci vengono a chiedere oggetti di questo genere».
I giornali, invece, sono richiestissimi e per evitare di creare file fuori dall’edicola, dove può entrare solo un cliente alla volta, Miro Lemmi spesso va a portare il Tirreno alla gente fuori dal locale. D’altra parte lui è uno che con le mani in mano proprio non ci sa stare. Lui che viene da una famiglia di edicolanti e che col giornale ha sempre avuto una grande confidenza.
«Proprio adesso – spiega rientrando in edicola – sono uscito con 7 o 8 Tirreno e li ho finiti subito. Ho bisogno di qualche altra copia. Lo faccio per agevolare chi vuole solamente il giornale, in modo da non fargli perdere troppo tempo. I giornali vengono richiesti, così come le parole crociate, perché sono un modo per informarsi, leggere e passare il tempo». Un modo anche per socializzare con i clienti e passare un momento di semi-normalità. Ma basta rientrare dentro per capire che siamo in un momento delicatissimo. In questi giorni di emergenza Covid19, infatti, l’edicola di piazza Damiano Chiesa si è attrezzata per far rispettare le norme di sicurezza. Gli edicolanti, per esempio, sono riparati da un telo di cellofan trasparente che copre tutta la zona della cassa e li separa dai clienti.
«Questo divisorio l’ho messo da subito, quando ancora il Coronavirus non era una pandemia e la gente andava sempre a fare gli aperitivi. Mi sono voluto tutelare per poter continuare a lavorare in sicurezza».
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