Il Tirreno

Livorno

L’ex pm livornese Masini sfida Cantone per guidare la procura di Perugia

L’ex pm livornese Masini sfida Cantone per guidare la procura di Perugia

I due sono stati i più votati dal Consiglio superiore della magistratura. Adesso tocca al guardasigilli scegliere prima di arrivare al plenum 

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LIVORNO. Luca Masini, 55 anni, ha lasciato la procura di Livorno nell’aprile del 2015, con il soprannome di «guerriero» in toga, come lo aveva ribattezzato l’allora capo dell’ufficio livornese dopo le inchieste sui bidoni caduti in mare, il crac dell’imprenditore "Beppe" Doveri e quello del basket (il processo non è ancora finito), oltre all’assalto alla Prefettura. Magistrato tosto, tutto casa (a Castiglioncello) e soprattutto lavoro: apprezzato, temuto e anche criticato per certe spigolature, a distanza di cinque anni eccolo comparire da protagonista in una delle partite più delicate della magistratura italiana, quella che riguarda il futuro procuratore capo di Perugia, il palazzo che lo scorso anno si è trovato al centro dell’inchiesta sulle toghe sporche e presunti accordi tra magistratura e politica sulle nomine.

Da nove mesi, infatti, la guida dell’ufficio è vacante dopo il pensionamento dell’ex capo Luigi De Ficchy. E giovedì 2 aprile dopo molte riunioni, e una ventina di possibili aspiranti, la commissione per gli incarichi direttivi si è spaccata sul futuro capo: due i voti per Masini e tre quelli per Raffaele Cantone, l’ex presidente dell’Authority anticorruzione che a maggio scorso aveva annunciato di voler tornare in magistratura. Ha votato per Masini Piercamillo Davigo, il leader di Autonomia e indipendenza fiero avversario, da sempre, di Cantone. Con lui Loredana Micciché di Magistratura indipendente. Astenuto invece Marco Mancinetti di Unicost.

Ecco dunque che adesso la sfida tra i due candidati arriva sul tavolo del ministro della giustizia Alfonso Bonafede che dovrà dare il via libera prima che le motivazioni arrivino al plenum per decidere a chi dei due contendenti dare l’incarico. Masini, ora procuratore aggiunto a Salerno, secondo radio magistratura sarebbe in lieve ritardo rispetto all’avversario con qualche voto di ritardo: si parla di undici per Cantone e dieci per l’ex pubblico ministero livornese. A fare la differenza potrebbero essere i tre consiglieri di Unicost, nonché presidente e procuratore generale della Cassazione.


 

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