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Coronavirus, beni di prima necessità per i più bisognosi: il Comune raggruppa gli enti in una mappa
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Il ristoratore livornese Massimo Serafini mentre consegna alla Caritas beni di prima necessità (foto Michele Silvestri/Marzi)Livorno: raccoglierà i soggetti che si stanno adoperando durante l'emergenza Covid-19 nel territorio labronico. Raspanti: "Tante le iniziative di solidarietà, vanno raggruppate"
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LIVORNO. L'assessore al sociale Andrea Raspanti, tramite l’Ufficio associazioni, si è fatto promotore di una mappatura dei diversi enti cittadini, senza scopo di lucro (associazioni, fondazioni, parrocchie, quartieri eco solidali ecc.), che durante l'emergenza coronavirus si sono attivati nel territorio livornese per raccogliere beni di prima necessità per la successiva distribuzione a persone che si trovano in situazione di fragilità.
Un modo per facilitare tanti livornesi che vorrebbero aiutare i loro concittadini e che cercano dei riferimenti anche vicini alle loro abitazioni. Nel contempo un modo per orientare coloro che desiderano mettere volontariamente il loro tempo a disposizione di associazioni impegnate accanto alle persone che si trovano in maggior difficoltà. L’elenco sarà pubblicato sul sito del Comune. La mappatura sarà tenuta aggiornata e implementata, man mano che i vari soggetti si presenteranno al Comune con le loro referenze e attività in corso.
"Sono tante le iniziative di solidarietà che si sono messe in moto spontaneamente sul nostro territorio - evidenzia l’assessore Andrea Raspanti - e sono tante le persone che, in questo drammatico frangente, ci contattano per capire come poter dare il loro contributo, piccolo o grande, allo sforzo delle famiglie che versano in condizioni di particolare difficoltà e non riescono a provvedere in modo autonomo al loro sostentamento nell’emergenza in corso”. "Abbiamo ritenuto opportuno che proprio il Comune - sottolinea l’assessore - si attivasse per facilitare l’incontro tra chi ha bisogno di aiuto e chi ha il desiderio di mettersi al servizio degli altri. Sono convinto che anche il più piccolo gesto di solidarietà abbia una carica generativa e metta in moto catene di generosità che rinsaldano i legami comunitari e rammendano le troppe lacerazioni che attraversano il nostro tessuto sociale”.
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