Gioco
Il Viminale “sdogana” la passeggiata coi figli: in tanti sul lungomare per spezzare la clausura
C’è il sole e molti genitori approfittano della circolare del ministero. E Terrazza Mascagni non è più il deserto dei giorni passati
Livorno ringrazia il Viminale. Babbi e mamme sorridono e si sgranchiscono le gambe, combattendo la monotonia della quarantena. I bimbi tornano a vedere il sole dopo un quasi un mese di “clausura” e festeggiano come se fosse Natale. La Terrazza Mascagni non è più deserta come nei giorni scorsi. Il “ripopolamento” del lungomare arriva il giorno dopo la pubblicazione della circolare del ministero dell’Interno che chiarisce le restrizioni anti-contagio.
In particolare, la comunicazione inviata martedì ai prefetti puntualizza che è «consentito, a un solo genitore, camminare con i propri figli minori, in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione». La passeggiata coi figli si può fare. Ma senza allontanarsi da casa. E i livornesi ne approfittano. Il sindaco, Luca Salvetti, intanto, chiede prudenza: «Invito i cittadini, se decidono di uscire con i figli, di usare la massima attenzione e di farlo per poco tempo».
«Babbo, questo è il giorno più bello della mia vita». La voce candida e gli occhi felici sono quelli del piccolo Raoul, 5 anni. «Dal 10 marzo è uscito di casa una sola volta, nel fine settimana passato. Cinque minuti, poi siamo subito rientrati», spiega Marco Brilli, padre di Raoul e titolare del ristorante il Vino del Brilli, in viale Italia.
«Abitiamo qui vicino - dice - e non ci siamo fatti sfuggire la possibilità concessa dal governo. I bambini devono uscire, e i genitori devono essere bravi a utilizzare buonsenso». Babbi, ma non solo. Ci sono anche le mamme in giro coi figli. Perché la quarantena si fa sentire pure sulle spalle di chi è abituato allo sforzo e al sacrificio. Sotto i caldi raggi del sole di metà giornata passeggia anche l’ex icona della pallavolo femminile azzurra, Maurizia Cacciatori, carrarese di nascita ma livornese di adozione. «La nostra casa è a due passi dalla Terrazza Mascagni - racconta - ma non ha un balcone. I miei figli non stanno all’aria aperta dal 5 marzo. Non potevo continuare a tenerli in casa. Non ce la faccio più io, figuriamoci loro». Come si spiega ai bambini che non possono uscire? Loro che sono abituati alla scuola, al parco giochi, a stare con gli amichetti all’aperto.
Luca Natale, babbo di Ginevra e titolare di una ditta specializzata nello sviluppo di software, spiega la “ricetta” che ha adottato per non stravolgere la vita della sua bambina. «Abbiamo cercato di mantenere gli stessi ritmi della vita normale, quella precedente alla quarantena. Sveglia alle 8 tutti i giorni tranne il sabato e la domenica. La mattina i compiti, il pomeriggio un po’ di televisione e la sera a letto presto. Oggi (ieri per chi legge, ndr) siamo usciti per la prima volta dopo 25 giorni». Le maglie delle restrizioni, dunque, si allargano per genitori e figli. Ma il passeggio rimane consentito anche ai proprietari di cani. Come Katerina Wilcox, trapiantata a Livorno dopo un passato negli Stati Uniti. «Gli animali non possono fare i loro bisogni in casa. L’Italia sta gestendo bene l’emergenza, non come gli Stati Uniti. Trump ha preso tutto alla leggera, ma negli ultimi giorni si è accorto della gravità della situazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
