Il Tirreno

Livorno

come uscire dalla crisi  

Il Comune in pressing su Corsini per l’uso delle aree di Porto 2000

Mauro Zucchelli

Dietro le quinte rispunta il duello fra Palazzo Civico e Palazzo Rosciano su chi ha in mano la regia delle banchine (dello scalo passeggeri, per ora)

4 MINUTI DI LETTURA





Mauro Zucchelli / LIVORNO

Tutto era nato per la (sacrosanta) preoccupazione degli effetti che rischia di avere l’azzeramento delle crociere e il drastico ridimensionamento dei traffici dei traghetti turistici: nel mirino i conti della Porto 2000, l’occupazione dei 65 addetti diretti (e della galassia dei precari stagionali rimasti al palo), le ricadute sulla città in fatto di indotto lavorativo. Non a caso, il contatto Skype concordato per parlarsi in quest’era di coronavirus risulta fosse quello dell’assessore al lavoro Gianfranco Simoncini.

riunione a tre

Da Palazzo Civico si riferisce che alla riunione, convocata dal sindaco Luca Salvetti e dall’assessora al porto Barbara Bonciani, hanno partecipato i vertici dell'Authority Stefano Corsini e Massimo Provinciali (insieme al dirigente Simone Gagliani e al funzionario Francesco Ghio) e i massimi rappresentanti della Camera di Commercio (il presidente Riccardo Breda e il segretario generale Pierluigi Giuntoli). Cioè, gli ex proprietari della Porto 2000 che però nel frattempo è stata privatizzata e ora, nella società controllata da Onorato e Msc, sono soci di minoranza.

L’obiettivo dichiarato da Salvetti e Bonciani: agire immediatamente sulla crisi «promuovendo in modo congiunto – viene sottolineato dal Comune – misure e strategie adeguate, finalizzate, sia a favorire un monitoraggio continuo, sia a gestire il contenimento degli effetti economici e sociali da questa derivanti».

Stop ai canoni

La Confindustria aveva chiesto la sospensione dei canoni a tutti i concessionari? Il Comune sottolinea che questo beneficio potrebbe essere riconosciuto a Porto 2000 con l’utilizzo da parte dell’Authority delle norme del decreto “Cura Italia”. Del resto, la sospensione è arrivata a Venezia come a Bari sulla platea degli operatori.

Cammin facendo, il conclave virtuale è però diventato qualcos’altro. Palazzo Civico ha messo pubblicamente sul tavolo, prima ancora che nella riunione, l'idea – “firmata” da sindaco e assessora – già anticipata dal Tirreno lunedì scorso per impiegare le aree del traffico passeggeri ora inutilizzate e farne un “polmone” dove parcheggiare temporaneamente il surplus di merci in arrivo che restano ferme sulle banchine perché è bloccato l’invio a destinazione.

riconversione temporanea

Sono «aree non doganali», che «potrebbero essere utilizzate già da ora per lo stoccaggio di auto, semirimorchi e prodotti forestali, garantendo un'entrata per il terminal». È da dire però che se dalla sponda Authority si è segnalato che dal dialogo con gli operatori portuali non emerge l’esigenza di ulteriori spazi disponibili per la merce in arrivo.

d’accordo sul piano B

Alla fine, siccome polemiche e spaccature non possono aver diritto di cittadinanza in un bailamme come questo si è trovato un punto di caduta comune: preparare per il futuro un “piano B”, stante «l'evoluzione poco chiara dell'emergenza sanitaria in corso» e gli intoppi che «potrebbero generarsi in altri porti in termini di spazi». Risultato: al via «una mappatura di quelle che potrebbero essere le aree portuali e retroportuali da mettere eventualmente a disposizione nel caso di riscontrata necessità».

Il Comune segnala che «sindaco e assessora convocheranno la prossima settimana una riunione sulla crisi del comparto crociere convocando Porto 2000». Ma l’obiettivo sta nell’idea di portare nella “Casa comunale” la «sede di un tavolo allargato di crisi città-porto in cui l'Amministrazione comunale, insieme insieme ad Authority, Capitaneria di porto e stakeholder portuali lavoreranno insieme».

la regia in Comune

Si potrebbe tradurre così: la volontà di spostare a Palazzo Civico la regia delle politiche per il porto conquistando spazi politici che in linea di principio sarebbero nelle mani dell’Authority. Non è un segreto che il Comune fin qui abbia spesso fatto sponda con la Capitaneria per incalzare Palazzo Rosciano e rosicchiarne i margini di manovra.

E la politica? Non bisogna dimenticare che la maggioranza di centrosinistra a sostegno di Salvetti (Pd, Articolo 1, Futuro e Casa Livorno) avevano già da giorni messo nero su bianco la richiesta di creare un “tavolo di crisi permanente” che coinvolga «l’Amministrazione Comunale, l’Authority, la Prefettura, la Capitaneria, la Camera di Commercio, le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali» per capire come reagire alla crisi.

Il solito duello

Il braccio di ferro Authority-Comune appartiene alla storia di tutte le città di porti importanti, era emerso soprattutto nell’era del sindaco M5s Filippo Nogarin. È l’oggetto che però resta per ora un “sarchiapone”: «monitorare e gestire gli effetti economici e sociali dell'emergenza Covid-19 sul sistema città-porto di Livorno». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web