Il Tirreno

Livorno

effetti collaterali 

Fiorai, negozi di abiti, catering con lo stop va in crisi un settore

In difficoltà commercianti, artigiani  e professionisti che ruotano  attorno al business del matrimonio  I clienti temporeggiano, le  date slittano sempre di più

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LIVORNO

Da marzo in poi, mesi di matrimoni. Fino ad autunno con una pausa, almeno a Livorno, in agosto, mese poco gettonato per sposarsi: perché la gente va in ferie, viaggiare costa di più, insomma la tradizione vuole che sia tra la primavera e l’inizio dell’autunno il clou del “lavoro matrimoniale” o meglio degli incassi per fiorai, negozi di abiti da sposa, fotografi, negozi di bomboniere, servizi per trucco e parrucco, catering e ville all inclusive, ristoranti, fornitori di auto speciali. L’emergenza coronavirus rivoluziona questo ormai granitico calendario e fa saltare tutto in aria. Stop alle nozze fino a quando non si sa. Di certo almeno a metà aprile ma nessuno si sente di rischiare almeno fino a metà maggio. Così ecco che tra rinvii e pause di riflessione chi ci rimette sono i fornitori di “servizi” che ruotano attorno al business delle nozze.

Partiamo dall’abito da sposa, una delle spese più “importanti”e più delicate. Teresa Costanzi che da decenni veste le spose livornesi e non solo livornesi, nel suo negozio in via Ricasoli, è circondata da centinaia di abiti da sogno che fanno sembrare ogni sala la pagina di una favola. Ma in questi giorni di favole qui non se ne raccontano molte: «Per noi questa sospensione è un disastro. Perché molti matrimoni avrebbero dovuto celebrarsi a aprile e maggio e ovviamente saltano. Io ho decine di abiti in negozio ordinati, magari eravamo già vicini alle ultime prova. - spiega Costanzi - . Certo, i clienti versano un anticipo, in genere c’è un rapporto di fiducia. Ma resta il fatto che io ho dovuto pagare interamente gli abiti ai fornitori». Il rischio che un cliente si tiri indietro c’è sempre, in tutti i settori, ma un abito da sposa, scelto tra mille, non è poi facile da smaltire.Anche tra i fiorai regna l’incertezza. «Avevamo intese e anche ordini per molti matrimoni - raccontano Camilla Pistoia e Mirco Vannini, proprietari della Rosa Blu, a Marilia e in via del Mare - ma ora ovviamente è tutto fermo. Un bel danno, che si somma al fatto che i negozi di fiori devono restare chiusi proprio in periodo in cui in genere si lavora molto». Ma se la maggior parte dei promessi sposi rimanderà la data il matrimonio lo farà comunque: «Sì infatti, i nostri clienti ce lo hanno detto - dice Mirco Vannini - già due ci hanno confermato date in agosto. Qualcuno è in sospeso. Ma resta il fatto che per il nostro settore è una bella batosta».

Si arrabattano con il calendario i gestori di ville, ristoranti, catering all inclusive: le date richieste vanno sempre più concentrandosi, ovviamente non sarà possibile accontentare tutti «a meno che qualcuno scelga mesi invernali, tradizionalmente poco gettonati». Per ora comunque in pochi si azzardano, dopo aver rimandato la prima data, magari senza perdere la caparra, a fissarne un’altra. Meglio essere sicuri, anche a costo di restare senza certificato di nozze per un altro anno. —

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di Redazione web