Gioco
Spara tre colpi di pistola contro il kebab aperto
Nel locale c’erano due dipendenti: due proiettili hanno trapassato la saracinesca A esploderli una persona da uno scooter in via Azzati, a 30 metri di distanza
LIVORNO
Tre colpi di pistola sparati da 30 metri di distanza. Tutti contro la saracinesca socchiusa, nella parte in alto. Il primo ci si conficca dentro, gli altri due la trapassano e bucano pure la vetrata. Quasi ad altezza uomo. Dentro ci sono due dipendenti che stanno per tornare a casa dopo una giornata di lavoro. E che di lì a qualche secondo realizzeranno di aver rischiato di morire.
Mezzanotte di terrore quella fra lunedì e ieri in via Provinciale Pisana, al Royal Kebab di proprietà dell’imprenditore pachistano Abid Hussain. Secondo quanto ricostruito dagli stessi lavoratori una persona, arrivata in scooter e in quel momento ferma nella vicina via Azzati, ha sparato verso la sua attività con una pistola presumibilmente semiautomatica, fuggendo sullo stesso motorino.
Proiettili tutti andati a bersaglio – se l’obiettivo come probabile era il ristorante – proprio sulla saracinesca socchiusa, rischiando di uccidere i due dipendenti che stavano per chiudere e abbassare la stessa serranda. Il locale, fin dall’inizio dell’emergenza coronavirus, era aperto solo per le consegne a domicilio. Uno dei due lavoratori è parente del titolare e fa da pony-express per recapitare il cibo a casa. L’altro, invece, preparava le pietanze da destinare ai livornesi che ne fanno richiesta.
A mezzanotte entrambi stavano pulendo e di lì a poco avrebbero chiuso per tornarsene a casa. Ma sono rimasti per ore là dentro a parlare con gli agenti della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli, e con i colleghi della Squadra mobile, diretti dalla vicequestore aggiunto Valentina Crispi, che sta seguendo fin da subito le indagini. Al momento dal sostituto procuratore di turno Massimo Mannucci è stato aperto un fascicolo contro ignoti, con la procura che dovrà valutare quale reato ipotizzare. Sul posto, come da prassi, è sopraggiunto anche un equipaggio della polizia scientifica per i rilievi, insieme a cinque volanti della questura che si sono alternate per presidiare la zona.
Il ristoratore – secondo quanto spiegato agli investigatori – non avrebbe mai subìto alcuna minaccia. Non è chiaro, quindi, come mai qualcuno abbia sparato contro il suo ristorante. Fra l’altro facendosi sentire, complice anche la tarda ora, da gran parte del quartiere, con gli abitanti che hanno preso d’assalto il 112 e il 113 descrivendo proprio gli spari e facendo intervenire, per primi, gli agenti da viale Boccaccio, sempre di pattuglia durante la notte.
Forse una vendetta familiare? Quasi sicuramente – è l’ipotesi scartata in partenza – dietro non vi sarebbe alcun giro di racket. In ogni caso chi ha esploso i colpi di pistola sapeva maneggiare molto bene l’arma, probabilmente semiautomatica, perché se è vero che il bersaglio era davvero la saracinesca (socchiusa) del kebab, allora è anche vero che con tutti e tre i proiettili l’ha colpita da 30 metri di distanza, da posizione defilata e con un’auto parcheggiata davanti che non è stata minimamente scalfita. —
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