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Confindustria: facciamo come altrove alt al pagamento dei canoni demaniali
L’Authority di Venezia che sospende il pagamento dei canoni demaniali, quella di Bari che ne fa slittare i termini, dal porto di Augusta è partita una richiesta al ministero perché faccia chiarezza al riguardo. Sono sono alcuni degli esempi di quel che si sta muovendo sul fronte del porto a livello nazionale: la Confindustria se ne fa portavoce in sede livornese per chiedere all’Authority di muoversi nella stessa direzione. Quel che si sta facendo sul versante adriatico è «senza dubbio un modello da replicare anche sul versante tirrenico», dicono dal quartier generale dell’associazione imprenditoriale di via Roma.
Si tratta della «sospensione dei canoni demaniali fino al 30 settembre»: sarebbe «un supporto non trascurabile per i costi aziendali» e si riconoscerebbe «il valore sociale della continuità dei servizi portuali per la collettività». E’ «un ulteriore sostegno che, seppure indirettamente, viene fornito dai provvedimenti governativi del “Cura Italia”». Una richiesta in tal senso è stata inviata al presidente dell’Authority perché, adottando provvedimenti simili, mantenga «l'equilibrio nella concorrenza tra gli scali».
L’organizzazione di categoria scende in campo per sottolineare che sugli operatori gravano «i costi delle doverose misure di sicurezza» e i minori ricavi per «un’ingente contrazione delle ordinazioni e dei traffici». E’ urgente che, di fronte a uno scenario che non si sa quanto durerà, il sistema degli operatori portuali e di tutti i servizi collegati siano «supportati con urgenti e concrete misure compensative».
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