Il Tirreno

Livorno

le richieste al sindaco salvetti 

«Stop al canone d’affitto e sconti sulle utenze per le scuole di danza»

«Stop al canone d’affitto e sconti sulle utenze per le scuole di danza»

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livorno

Stop al pagamento dell’affitto, stop a Tari e Tasi e diminuzione del costo legato alle utenze. Ecco alcune delle richieste fatte al sindaco di Livorno Luca Salvetti da alcune scuole di danza, in particolare da Michela Gazzarri (Abc danza livorno), Lorella Reboa, Duccio Pacini (associazione europea danza), Nicoletta Papetti, Sara Del Vivo, Federica Cresci, Luca Lupi, Marco Pasqualetti, Marco Portoghese e Lisa Simoncini (Arabesque centro studi danza asd).

«Contestualmente all’emergenza coronavirus attualmente in corso, le scuole di danza cittadine hanno sospeso le loro attività - scrivono i danzatori sopra menzionati in una lettera indirizzata anche all’assessore al lavoro Gianfranco Simoncini, all’assessore alla cultura Simone Lenzi e all’assessore all’associazionismo Andrea Raspanti - Siamo consapevoli che le norme del decreto sono state adottate nell’interesse primario della salute di tutti i cittadini.

Ma lo stop ha gravi ripercussioni per le scuole di danza livornesi. Chiediamo dunque che il Comune di Livorno, insieme al Governo, si faccia promotore di azioni che diano supporto e sostegno alle nostre associazioni in questo momento di profonda crisi».

Ecco dunque che cosa domandano le scuole di danza: «Chiediamo che sia sospeso il pagamento dei canoni di locazione privati e pubblici delle strutture associative per il periodo in cui è stato richiesto di sospendere le attività sportive.

Chiediamo che venga annullato il pagamento di Tari e Tasi per il 2020.

Chiediamo che siano posticipate le rate dei mutui per il periodo in cui è stato richiesto di sospendere le attività.

Chiediamo che vengano diminuite del 50% le spese delle utenze (acqua, elettricità, gas, eccetera) per lo stesso periodo, tenuto conto che per la maggior parte degli istruttori e insegnanti il corrispettivo percepito dalle associazioni e società sportive costituisce l’unica fonte di guadagno.

Chiediamo anche di parificare le associazioni e società sportive alle piccole e medie imprese o, comunque, che sia loro consentito l’accesso a strumenti di finanziamento agevolato».

Elaborate le richieste, le scuole di danza proseguono la lettera ai rappresentanti delle istituzioni parlando dell’importanza della disciplina.

«La danza - proseguono - può fermarsi per il bene di Livorno e dell’Italia, ma per quello stesso bene deve essere messa nelle condizioni di ritornare quanto prima in campo. La danza, anche nella nostra città, si è fermata e il danno è enorme.

La danza è prima di tutto un’arte, eppure da anni è oramai diventata la “cenerentola” delle arti, abbandonata e dimenticata dalle istituzioni di ogni ordine e grado, con le conseguenze evidenti sotto gli occhi di tutti, che vanno dall’emorragia di talenti costretti a emigrare all’estero alla chiusura progressiva dei Corpi di ballo.

In Italia ne avevamo 13, tanti quanti le Fondazioni lirico sinfoniche, e ora ne sono rimasti forse tre. In Germania sono 50. In Francia, tra Corpi di ballo di teatrid’Opera e Compagnie di residenza municipali, sono 95.

In questo scenario drammatico, le scuole di danza in Italia continuano incessantemente a formare circa 1 milione e 400 mila giovani allievi (mentre non raggiungono il milione gli iscritti alle scuole di calcio), a sostenere i loro sogni e la loro passione, a offrire loro palcoscenici sui quali possano esprimersi, il tutto pressoché senza aiuti e sostegno, neppure del Coni e delle federazioni sportive, ai cui regolamenti alcune sono pure tenute ad uniformarsi, malgrado il più delle volte risultino inconciliabili quanto meno con la danza coreutica, che non è declinata in campionati, serie e classifiche».

Ecco poi che i firmatari della lettera tratteggiano la panoramiche livornese della disciplina, sottolineandone l’importanza, anche a livello economico.

«Livorno - scrivono i firmatari della lettera - può vantare numerose scuole di danza con oltre 5mila iscritti.

È un patrimonio umano e artistico che non può e non deve andare disperso. Considerando che come il 99% delle scuole di danza in Italia (fatte rientrare tristemente tra le attività sportive), ci “autososteniamo” con le sole quote degli associati e che paghiamo affitti in locali di privati e molte volte da noi stessi sistemati e messi a norma ( come richiesto dalla legge) con grandissimo sforzo.

Vale la pena ricordare, poi, che sono proprio le scuole di danza a organizzare eventi, manifestazioni e concorsi (sempre a loro spese), anche di prestigio e richiamo internazionale, che arricchiscono l’offerta turistico-culturale della nostra città con positive ricadute sull’economia e sul territorio.

E poi forse non è chiaro che dietro di noi lavorano tanti altri: sartorie, accessori, punte e mezze punte, cd danza, siae, stage, hotel, biglietti aerei, aziende di noleggio pullman, teatri, commercialisti, imprese di pulizia, cartolerie, negozi di attrezzature, sportive, mercerie, profumerie, geometri, ingegneri, elettricisti, falegnami, fotografi, service e non di meno il Teatro Goldoni di Livorno con le quote di affitto per i nostri saggi di fine anno.

Praticamente non solo i ragazzi imparano danza con annessi e connessi principi di disciplina, senso di responsabilità, rispetto delle regole, sviluppo di grandi capacità organizzative e fanno anche propria l’idea che “per ottenere devi lavorare”, ma li teniamo pure impegnati ogni giorno in modo educativo e in ambienti sani, nulla togliendo anche che parecchi di loro sono spesso avviati verso una carriera professionale e quindi lavorativa».

La lettera si conclude in questo modo: «La danza, inoltre, come lo sport, soprattutto quello dilettantistico, garantisce benessere fisico e mentale, è occasione di scambio e momento di formazione, in altre parole, produce valore sociale.

Chi la pratica e soprattutto le famiglie costituiscono i principali fruitori di questo valore sociale e le scuole di danza sono fondamentali per garantirlo, preservarlo e diffonderlo». —

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di Redazione web