Gioco
«Non posso uscire, mi fido solo di voi»: carabinieri vanno in banca al suo posto per dargli i soldi
Livorno: i militari della stazione Porto hanno ritirato il suo bancomat, portandogli la somma. Lui li ha ringraziati in lacrime
LIVORNO. Non aveva nessun’altra persona da chiamare. Perché lui si fida solo dei carabinieri. Così, nel pomeriggio di lunedì 30 marzo, ha deciso di telefonare al 112. «Buonasera, avrei bisogno di un favore. Non posso uscire, purtroppo soffro anche di problemi di salute. Sono cardiopatico. Avrei la necessità di prelevare dei soldi in banca, perché li ho finiti, e dovrei pagare la cena a domicilio. Posso farlo solo in contanti».
Una richiesta inconsueta, ma che i militari dell’Arma non potevano certo ignorare. Così, l’operatore di turno in centrale, ha subito avvisato la pattuglia di turno. In giro, proprio in zona, c’erano due uomini della stazione di Livorno Porto, di servizio in quel momento proprio per prevenire l’emergenza coronavirus. Stavano facendo dei controlli alle auto di passaggio, per proteggere i livornesi dal Covid-19 ed evitare che se andassero in giro per la città senza alcun valido motivo, mettendo a rischio la loro salute e pure quella degli altri. Così, dopo aver appreso dell’anziano in difficoltà, non hanno esitato un attimo a deviare dal loro percorso programmato per presentarsi fuori casa dell’uomo, vicino alla Baracchina Bianca.
L’anziano, quasi in lacrime, dopo aver risposto al campanello gli ha aperto la porta entusiasta. Era contentissimo e non si aspettava che corressero così velocemente in suo aiuto. «Buonasera, grazie per essere venuti». I due militari, che indossavano guanti e mascherine, gli hanno chiesto nuovamente che cosa potessero fare per lui. E l’anziano, un livornese di 73 anni, per tutta risposta ha esclamato: «Ma toglietevi queste mascherine dalla faccia, almeno vi riconosco!». A questo punto, la coppia di pubblici ufficiali, indietreggiando nel pianerottolo per prevenire ogni possibile rischio di contagio ha mostrato il volto. E lui si è rasserenato ancor di più. Accendendo, fra l’altro, anche una lampadina nella sua mente. «Lei la conosco! È della caserma qui vicino, eccome se la conosco. Avrei bisogno di chiedervi questo piacere...».
Il favore non era certo una commissione qualsiasi. Anzi: era molto delicata e personale. «Vede questo? È il mio bancomat, ho bisogno di 1.500 euro in contanti. Ma io non posso uscire, sono cardiopatico. Non posso mica andare allo sportello per prendere tutta questa somma... Non ho neanche nessuno che mi può aiutare. Nemmeno un familiare. Solo voi, di cui mi fido ciecamente». I suoi familiari, lunedì pomeriggio, sono quindi diventati i carabinieri della Compagnia di Livorno, guidati dal maggiore Guglielmo Palazzetti, che si sono presi cura di lui andando in filiale con i suoi documenti, la sua tessera magnetica per prelevare l’ingente somma di denaro e naturalmente anche una delega da lui firmata, in modo che il dipendente al lavoro in quel momento verificasse come tutto fosse in regola, alla luce del sole.
Allo sportello della banca, vicino casa dell’anziano, nessuno ha chiaramente battuto ciglio. Fidandosi. I soldi sono stati consegnati “cash” in mano ai carabinieri dopo pochissimi minuti. E in un batter d’occhio loro sono tornati a casa sua per consegnargli tutto ciò di cui aveva bisogno. Esaudendo con velocità impressionante le sue richieste, dettate soprattutto dalla solitudine e dalle difficoltà legate all’avanzare dell’età.
Il suo ringraziamento, in lacrime, ha commosso pure i carabinieri, che quasi non riuscivano più a lasciarlo solo. «Grazie, siete delle persone stupende – ha concluso il settantaduenne, congedando i militari mentre stavano ritornando di pattuglia in città – Non so come avrei fatto senza di voi, siete la mia famiglia. Non mi sarei fidato di altre persone. Grazie per quello che state facendo ora e sempre». Perché quella pattuglia della stazione di Livorno Porto, ora, è veramente la sua famiglia.
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