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Coronavirus, lo sfogo di una figlia: «Mamma infettata in corsia. Servono mascherine, camici e guanti»
Livorno: era stata curata a medicina generale per una pancreatite. Stava per essere dimessa, è risultata positiva al Covid-19
LIVORNO. L’appello lo lancia, «perché ho fiducia in voi «al sindaco Luca Salvetti e all’assessore alla salute Andrea Raspanti, ma anche alle autorità sanitarie e a tutti i livornesi. Lo lancia per il bene di tutti anche se è la sua storia e la storia della sua mamma a farle tremare la voce mentre spiega, racconta, implora. Maria Letizia Leone, insegnante, “implora” di provvedere «immediatamente perché non c’è tempo da perdere «a mettere in sicurezza l’ospedale con i necessari presidi di sicurezza per operatori e pazienti». L’ospedale, proprio quel luogo dove si dovrebbe sperare di guarire da tutte le malattie, coronavirus compreso, e dove invece la sua mamma, Elia, 95 anni, «di questo maledetto coronavirus si è ammalata».
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«Mamma - racconta Maria Letizia - è una donna tendenzialmente in salute, fibra forte, una combattente. Alcuni giorni fa ha avuto un forte attacco di pancreatite. Ricovero d’urgenza, è stata subito dirottata nel “percorso coronavirus” perché prima di smistarti nel reparto legato alla tua patologia devono farti il tampone per sapere se sei positivo o negativo al virus. Ok, abbiamo detto, è giusto. Intanto non poteva essere curata per la sua pancreatite e condivideva l’ambente con chi poteva avere il virus. Per venti ore quindi è rimasta “parcheggiata” lì, poi è arrivato l’esito negativo dell’esame, un sospiro di sollievo. È stata ricoverata a medicina generale dove finalmente è stata curata con solerzia e professionalità per questa brutta pancreatite».Le cure hanno funzionato così bene che la signora Elia dopo circa due settimane stava per essere dimessa. Ma proprio mentre la figlia organizzava il rientro a casa felice che la madre vesse risposto così bene alla terapia, ecco che arriva dall’ospedale la brutta notizia che mai Maria Letizia avrebbe immaginato di ricevere: «Inaspettatamente è stato effettuato un tampone a tutto il reparto operatori compresi. Mamma è risultata positiva al coronavirus insieme sembra ad altre 5 persone. Cioè mia madre, soggetto a rischio per l’età che tenevamo in casa chiusa da settimane per evitarle ogni pericolo di contagio, si è infettata in ospedale».
Maria Letizia lo ha saputo quando è andata a trovarla a medicina generale, sicura di vederla lì, e invece le hanno detto che era stata trasportata nell’area covid 19 e che non avrebbe più potuto incontrarla. A Maria Letizia è caduto il mondo addosso. «Mi dicono che è grave, alcune infermiere gentilmente mi tengono informata, ci aiutano a parlare con le, per telefono. Le dico di resistere, che le vogliamo tanto bene. Ma lei è sola, come tutti lì. Io sono in quarantena perché andavamo a trovarla e oltretutto mi sono dovuta allontanare da casa mia perché ho un familiare immunodepresso». Cosa chiede Maria Letizia? «Tutti i reparti devono essere dotati di mascherine regolamentari, camici monouso, guanti. Per pazienti, operatori, visitatori. Sappiamo che sono state fatte donazioni, che ci sono raccolte. Ecco io chiedo al Comune ma a tutti quelli che possono intervenire, di dotare il nostro ospedale di questi strumenti. Non è possibile contrarre il coronavirus in corsia. Occorrono valide barriere fisiche contro per il virus per tutti e in tutti i reparti ».
Nonna Elia stava per tornarsene a casa, «aveva persino cantato su whats app insieme a una sua amica». Con la voce rotta dal pianto Maria Letizia chiede di intervenire per evitare che ad altri accada quello che è successo alla mia mamma. «Lei ha preso il coronavirus in ospedale, con i nostro occhi abbiamo visto che questo materiale, materiale che salvaguarda tutti, anche gli operatori, scarseggia. Non si può accettare che una persona debba scegliere se morire a casa di pancreatite acuta o andare all’ospedale e infettarsi di un virus che può rivelarsi letale. Vi prego, fate qualcosa».
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