Il Tirreno

Livorno

Muore a 20 anni per un tumore al cervello. Gli amici del calcio: «Generoso, speciale, ci mancherà tantissimo»

Stefano Taglione
Muore a 20 anni per un tumore al cervello. Gli amici del calcio: «Generoso, speciale, ci mancherà tantissimo»

Livorno: promessa del Collevica, sognava di diventare come il suo idolo Diego Milito. Gli amici in lacrime: «Era il nostro guerriero»

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LIVORNO. Una terribile malattia lo ha ucciso a soli 20 anni. Spezzando i sogni più belli, come quello di sfondare nel mondo del calcio e somigliare al suo idolo Diego Milito, simbolo del “triplete” dell’amata Inter, di cui era tifosissimo. Mohamed Ferjani Troudi è morto a due mesi dal suo compleanno a causa di un tumore al cervello contro il quale stava combattendo da due anni, poco dopo essere diventato maggiorenne.

Il ragazzo, che aveva tantissimi amici in città, da piccolo aveva vissuto a Livorno, dove è nato, mentre nove anni fa si era trasferito a Vicarello. «Lo abbiamo sentito qualche giorno fa, ci ha risposto dicendo che stava bene: era il nostro guerriero – racconta un gruppo di amici di Collesalvetti, che in lacrime chiede l’anonimato – e ha sempre affrontato la malattia con grande coraggio. Non si deprimeva mai, aveva sempre il sorriso stampato in faccia ed era una persona buonissima. Generoso, speciale, Mohamed ci mancherà tantissimo».

Troudi era una promessa del Collevica, la squadra di calcio del paese. Centrocampista di incredibile talento, ha militato sia nella giovanili (prima ancora giocava per la Pro Livorno Sorgenti) che in terza e seconda categoria, con i più grandi. «Era molto forte, un grande incontrista – ricordano i compagni di squadra – e il suo numero preferito era il 22, proprio quello di Milito nonché la data del suo compleanno, il 22 maggio. In campo, però, cambiavamo spesso maglia quindi non aveva un numero fisso».

Amante della musica, con gli amici di Vicarello andava spesso in discoteca e ascoltava la musica pop. Fra i cantautori preferiti Eros Ramazzotti. In tantissimi, sulla sua pagina Facebook, hanno lasciato messaggi di affetto e cordoglio. «È solo un arrivederci – dice Diego – sarai sempre con noi e ti porteremo sempre nel nostro cuore. Un giorno ci rivedremo tutti Insieme e sarà più bello di prima». «Ciao bomber, oggi sono io a chiamarti così come facevi di solito tu. Mi sono svegliato pensando che fosse solo un brutto sogno, perché un ragazzo come te non si poteva meritare tutto questo, invece eccomi qua che non riesco a trovare le parole e continuo a piangere».

Nelle ultime settimane Troudi si era spostato a Milano da alcuni parenti. È morto con loro, in casa, nella notte fra sabato 28 e domenica 29 marzo. Gettando nello sconforto più totale i suoi amici, che non potranno neanche salutarlo. «È rimasto cosciente fino alla fine – proseguono – e ci rispondeva via messaggio, rassicurandoci e dicendo che mangiava. Una persona vera: non aveva mai paura di dire ciò che pensava». Alle superiori ha frequentato l’Orlando. Troudi lascia una sorella, che vive a Livorno. 
 

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