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Livorno

Coronavirus, addio a Paolo. Il saluto degli amici: "Eri il nostro portierone"

Coronavirus, addio a Paolo. Il saluto degli amici: "Eri il nostro portierone"

Livorno, ex dipendente dell'Aamps di 69 anni, abitava a Salviano: lascia moglie, figli e nipoti

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LIVORNO. Abitava a Salviano, in via Costanza. Dove era conosciuto e stimato. Ma era cresciuto a Fiorentina. Ed ieri, appena saputa la notizia, gli amici storici di Paolo non hanno mancato di rivolgergli un pensiero commosso. Ci ha scritto uno di loro, Aldo Chichizzola, a nome di tutti gli altri: «Oggi sabato 28 marzo un altro giorno in cui la nazione piangerà le vittime di un killer silenzioso e invisibile. Anche Livorno piange un' altra vittima. Purtroppo un caro amico - Paolo D'Ercole - amico di bei momenti della nostra spensierata gioventù. Compagno di risate e baldorie " semplici ", quelle della nostra epoca , quando bastava poco per farci ridere e sognare . Avremmo voluto esserti di aiuto Paolo, esserti vicini per sostenerti in questi giorni tremendi della malattia , con il pensiero lo abbiamo fatto in tanti. Il nostro abbraccio - concludono - ti arrivi stretto e sincero».

Paolo D’Ercole aveva 69 anni. Era stato dipendente dell’Aamps. Dove ha lavorato fino alla pensione. Era un uomo buono, generoso, solare. Ed era stato anche un buon giocatore di calcio. Fin da ragazzino. Stava in porta e fintanto che il fisico e la salute glielo hanno permesso ha giocato tante volte in tornei e partite amatoriali. «Era difficile fargli gol, era davvero bravo», raccontano i compagni di squadra. Sposato con Letizia, viveva da tempo a Salviano dove sono cresciuti i suoi figli (un maschio ed una femmina) ed era molto conosciuto nel quartiere anche per quel suo carattere gioviale ed espansivo che lo rendeva empatico ed incline all’amicizia. Per questo lo conoscevano in tanti e alcuni problemi di salute non avevano intaccato il suo spirito gioviale. Poi, però, è arrivata la febbre. Paolo era stato ricoverato in ospedale una decina di giorni fa dove era stato confermata la positività al tampone. Qui, pian piano, le sue condizioni sono andate peggiorando fino a quando è stato ricoverato in terapia intensiva. Ieri, però, ai medici che lo avevano in osservazione e cura, non è rimasto altro che constatarne la morte.

Sul suo profilo Fb, ieri, tantissimi sono stati i messaggi e gli attestati di cordoglio alla famiglia. In tanti lo ricordano per quel suo carattere espansivo e per il passato di bravo portiere. La salma, come quella delle altre vittime del Covid 19 che a Livorno ad ieri erano 11, è sottoposta per disposizioni sanitarie a cremazione. Quella di ieri è stata una giornata di lutti, purtroppo, per la nostra città, quella appena trascorsa. Dall’ospedale Lotti di Pontedera, infatti, ieri mattina è arrivata la notizia di un’altra morte: quella di una donna livornese colpita da coronavirus. Si tratta di Anna Maria Ruga. Aveva 83 anni ed era ricoverata qui da alcuni giorni. 

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