Gioco
Sono già 1400 le aziende che non vogliono chiudere
Questo il numero delle richieste di deroga per ora pervenute alla Prefettura L’ufficio preposto darà comunicazione solo a chi non può continuare a lavorare
LIVORNO
Sono 1400 le aziende che hanno inviato, al momento, la richiesta alla prefettura per avere la deroga rispetto alla chiusura. Le domande sono al vaglio degli uffici e interessano molti settori produttivi. Dopo la sospensione delle attività produttive, annunciata dal presidente del consiglio Giuseppe Conte sabato sera, e la pubblicazione della lista con i codici di produzione (Ateco) per le imprese che possono rimanere aperte, la Camera di Commercio di Livorno e di Grosseto ha messo a disposizioni delle aziende uno sportello virtuale, cioè dal sito internet www.lg.camcom.it, per rispondere alle domande degli imprenditori e per poter consultare i codici Ateco in modo rapido e gratuito.
In più si trova il modello del la richiesta alla prefettura per continuare a produrre nel periodo di tempo fino al 3 aprile.
«Giovedì sera si è tenuta una videoconferenza, presieduta dal prefetto Gianfranco Tomao alla quale hanno partecipato i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, i rappresentanti di Camera di Commercio, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato Spedimar, Cna, Confagricoltura, Cia, Confindustria - spiega la prefettura - sono arrivate circa 1400 comunicazioni di imprese che intendono proseguire l’attività svolta in quanto funzionali ad assicurare la continuità delle filiere dei settori che possono rimanere aperti, dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali. Il prefetto ha inoltre precisato che tali imprese possono proseguire il proprio lavoro e, soltanto nel caso in cui non sussistano i requisiti richiesti, la prefettura comunicherà la sospensione dell’attività». Vale in sostanza il meccanismo del silenzio-assenso. Non sono stati però tempi precisi rispetto alle comunicazioni da parte della Prefettura. Tra le realtà che hanno presentato la domanda per avere la deroga, ci sono aziende che hanno presentato la domanda perché lavorano per imprese che hanno cicli di lavorazione continua. Oppure ci sono attività che lavorano in agricoltura e hanno chiesto la deroga per lavorazioni parallele come per esempio il taglio dei boschi.
«Una vera e propria autorizzazione preventiva è invece prevista dal decreto per le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa e per le altre attività aventi rilevanza strategica nazionale - si spiega ancora dalla prefettura - mentre le aziende con impianti a ciclo produttivo continuo devono comunicare il grave pregiudizio o il pericolo di incidenti derivanti dall’interruzione dell’attività».
Il prefetto Tomao ha spiegato «che le imprese che continueranno ad operare devono applicare rigorosamente il protocollo per contrastare la diffusione del Covid 19 sottoscritto tra governo e parti sociali».
I rappresentanti sindacali hanno chiesto garanzie su gli ammortizzatori sociali e l’applicazione di tutte le misure economiche a favore dei lavoratori. Le associazioni degli imprenditori invece hanno posto l’attenzione soprattutto sulle imprese più piccole, che rischiano di non poter pagare gli stipendi e necessitano assolutamente di interventi di sostegno. —
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