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Coronavirus, ristoratore consegna il cibo alla Caritas: «L’ho fatto col cuore, aiutare gli altri fa bene»
Livorno, Massimo Serafini ha donato carne e formaggi ai bisognosi: «C’erano tante persone in fila per mangiare, i miei colleghi mi seguano»
LIVORNO. L’idea è nata quasi per caso, dopo un messaggio pubblicato su Facebook. «Ho un po’ di cibo che scade, chi lo vuole? Vorrei darlo ai più bisognosi». È da quel post che è partita la catena di solidarietà, con roast beef, formaggi, limoni e quant’altro consegnati nella mattinata del 28 marzo alla Caritas di via La Pira. Con le suore che lo hanno ringraziato a più riprese, commosse da quel gesto normale ma bellissimo: «Sì, erano veramente contente. È stato bellissimo».
Massimo Serafini, noto ristoratore di via Borra, ha svuotato il frigorifero e il magazzino del suo locale – «per favore non nominatelo, non voglio e non cerco pubblicità», sottolinea – donando gli alimenti deperibili all’organismo pastorale, che fra l’altro si occupa proprio della mensa dei poveri. «Spero che i colleghi ristoratori mi seguano, perché aiutare gli altri fa bene – commenta – Io l’ho fatto con il cuore e per altro non aveva assolutamente senso buttare tutto questo cibo che di lì a poco sarebbe scaduto. In questo modo, invece, va a chi ne ha bisogno. Alla Caritas ho visto tante persone in difficoltà, una situazione desolante: c’è tanto bisogno di aiuto».
Nei prossimi giorni l’imprenditore farà un ulteriore inventario del suo ristorante, chiuso come molti altri, per capire se vi sarà altro cibo in scadenza da destinare ai poveri. «Ci sono prodotti che non durano più di 15-20 giorni – prosegue – quindi immagino che ci siano molti colleghi nella stessa situazione. Io ho una piccola enoteca, più di tanto non posso offrire e nel mio piccolo faccio e farò il possibile. Mi ha fatto molto piacere che il messaggio su Facebook sia stato letto e condiviso. Se questi gesti sono fatti col cuore ne beneficia in primis chi li fa: in momenti come questi, sebbene normali, ti fanno sentire importante».
Serafini, dopo il messaggio, ha preso contatti con l’assessore al sociale Andrea Raspanti, che lavorava proprio alla Caritas. Negli ultimi giorni, fra l’altro, anche altri ristoratori oltre ad elogiarlo gli hanno chiesto informazioni su come dare una mano all’organismo pastorale della Conferenza episcopale italiana. «Ho fornito loro alcuni recapiti – conclude l’imprenditore – come mi è stato consigliato di fare. Speriamo che questo periodo passi presto per tutti: alla ripresa dei consumi, sicuramente, cambierà anche il modo di fare ristorazione. Per tutti noi sarà una nuova sfida».
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