Il Tirreno

Livorno

Coronavirus, l'altruismo dei ristoratori è senza confini: «200 pizze agli angeli della sanità»

Stefano Taglione
Coronavirus, l'altruismo dei ristoratori è senza confini: «200 pizze agli angeli della sanità»

Livorno: da sabato 28 le consegne nei reparti dell'ospedale, fra cui malattie infettive e rianimazione, e alle associazioni di soccorso 

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Duecento pizze in tre giorni «agli angeli della sanità livornese». L’altruismo e la bontà d’animo dei ristoratori della città non conosce confini. Ben tre locali, da sabato 28 marzo a martedì 31, consegneranno il cibo gratuitamente in vari reparti dell’ospedale (fra cui malattie infettive e rianimazione) e alle associazioni di soccorso come la Svs e la Misericordia di via Verdi. Ma altri potrebbero presto seguirli.

L’idea è partita dal manager Antonio Ania, direttore di ZonaMarket, il supermercato di Porta a Terra. «Ho chiesto in primis la collaborazione di chi conoscevo – spiega il dirigente della grande distribuzione – ma spero che anche altri si uniscano. Io fornisco le materie prime e posso anche occuparmi delle consegne, mentre i pizzaioli ci mettono l’estro e la manodopera. Siamo a disposizione di tutte quelle persone che stanno affrontando l’emergenza coronavirus in prima linea. Per aiutare basta crederci e volerlo fare. Sarebbe davvero importante per sostenere i ritmi serrati che l’ospedale e tutti i suoi angeli stanno mettendo in pratica».

Alle 19 di sabato, a partire con le prime 50 pizze, è stato “Un giorno all’improvviso” di Ciro Vitiello, il locale di via Gramsci. «Il personale della sanità si sta spendendo per tutti noi, dobbiamo aiutarlo – spiega – e non lo facciamo per avere pubblicità, ma è un gesto spontaneo che nasce dal cuore. Siamo in un periodo di grandissima difficoltà e lavoriamo a domicilio solamente il sabato e la domenica, con gli ordini che sono ridotti ai minimi termini. Dare una mano a queste persone, però, ci è parso il minimo. Forza ospedale».

Domenica 29 sarà l’unico giorno di pausa per l’iniziativa benefica, mentre lunedì 30 si riprende con le seconde 50 grazie al “Charleston” di viale Alfieri, la pizzeria di Antonio Cataldo. «Sono stato contattato da Ania, siamo amici da tanto tempo – dice – e ho accettato di buon grado la sua proposta. Distribuiremo tutto: capricciose, quattro stagioni e ad esempio margherite ai reparti dell’ospedale, alle associazioni di soccorso e anche ai carabinieri. Noi restiamo aperti, a nostro rischio e pericolo, pur di dare un contributo alla città. Nel frattempo però arrivano anche le bollette. Di elettricità devo pagare 1.350 euro...».

L’ultimo della serie, martedì 31 marzo, sarà Ottone Sante di “Pizzino”, in via Cambini. «Domenica scorsa abbiamo già consegnato le prime 30 pizze al reparto di rianimazione dell’ospedale – spiega – e martedì tocchiamo quota cento. Ce le verranno a prendere i volontari della Svs e della Misericordia di via Verdi, che oltre a distribuire marinare e margherite ai soccorritori delle associazioni si occuperanno di farle recapitare ai reparti di malattie infettive e rianimazione. Sono per il personale che combatte il coronavirus in prima linea: a loro vogliamo dare un supporto anche solo morale. Stanno facendo un grande lavoro e meritano il meglio da tutti noi». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web