Gioco
Pochi gli anziani a riscuotere nel giorno della pensione
i più in coda per il reddito di cittadinanza
livorno
Con il giovedì 26, arriva il primo giorno di pagamento delle pensioni per chi ha il cognome che inizia con le lettere A e B. Oltre alle normali operazioni per ora garantite da Poste Italiane, è atteso un maggiore flusso. Gli uffici postali aperti in città sono quelli della sede centrale di via Cairoli, Scali Bettarini, San Marco, via Azzati, Stazione, via Costanza e via Settembrini alla Rosa.
Alle ore 10 è quasi tutto un deserto. In via Cairoli, la coda c’è stata un po’ prima, quantificata dal vigilante che è di guardia sulle scale esterne, in un massimo di una ventina di persone. Chi aveva bisogno, insomma, è arrivato presto, oppure ha paura a uscire e resta serrato in casa. Scali Bettarini: c’è qualcuno al banco posta, ma solo un utente è all’interno dinanzi allo schieramento di impiegati con mascherina che alla specifica domanda, rispondono che di pensioni ne hanno pagate davvero poche.
Lo scooter morde la strada di nuovo per dirigere verso San Marco. Anche qui, c’è gente ma non molta all’interno; il grosso lo deve evadere lo sportello del bancomat. Tanti, utilizzano la tessera del reddito di cittadinanza. Nessuno che magari sia lì, dotato di delega, per conto di un genitore o di un nonno. Tanta voglia di fare quel che si deve, per tornare di corsa a casa. Direzione adesso su via Azzati, quartiere Fiorentina. C’è chi addirittura ha da fare una raccomandata mentre lo sportello bancoposta non funziona, mandando indietro qualcuno. Tre anziani sono invece lì per mettersi in tasca la sospirata “minima”. Il tour si esaurisce alla Stazione. In cinque o sei sono in attesa. Ma pure qui il reddito di cittadinanza vince sulla pensione per distacco. Un signore, pensando che gli altri siano in fila per fare altro, entra per raggiungere lo sportello telematico: “Quell’omo, chieda il turno, noi un si fa mia le belle statuine”. Una risata generale e il giro normale è ristabilito. —
f.l.
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