Il Tirreno

Livorno

In fila per fare l’esame che va a caccia del virus

Cristiana Grasso
In fila per fare l’esame che va a caccia del virus

In città i laboratori che effettuano un’analisi del sangue per scovare eventuali anticorpi e la possibile positività ricevono decine di telefonate

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Livorno

Lo hanno comunicato ai clienti sulle loro pagine facebook e sui loro siti web, la notizia è stata pubblicata sul Tirreno, e in due giorni sono stati sommersi di richieste e telefonate. Sono almeno due i laboratori di analisi livornesi che già a inizio settimana si sono procurati il kit per effettuare il test sugli anticorpi del covid 19 e i tra i livornesi si è sparsa subito la voce. Anzi molte voci, sui social e nelle chiacchiere a distanza nelle file davanti alle farmacie e ai supermercati, molte domande, molte idee confuse.

Il dottor Riccardo Billeri del Laboratorio Multitest che effettua prelievi (costo 25 euro) sia all’Attias che a Antignano (Fisiomed, via Duca Cosimo) e al Centro Porta a Terra (alle Torri), ci tiene a spiegare che il risultato del test non è una diagnosi ma un’indicazione. «Se troviamo nel campione di sangue gli anticorpi del covid 19 significa che il paziente è già entrato in contatto con il virus e quindi gli anticorpi rivelano come una “memoria” di questo contatto oppure che ha ancora il virus nel sangue ». Ma cosa accade a questo punto? Il dottor Billeri spiega che il loro laboratorio fa firmare ai clienti un’autorizzazione a contattare subito, in caso di positività, il loro medico di base: «Perché, ripeto, la diagnosi di malattia da corona virus si può fare solo con il tampone. E siccome le persone a cui noi facciamo prelievi sono senza sintomi, e per accertarci di questo le sottoponiamo a una sorta di triage facendo loro delle domande al telefono (perché se uno ha i sintomi della malattia deve rivolgersi ai numeri dedicati e non a noi) è logico i nostri “positivi” vengano presi in carico dall’Asl che deciderà come utilizzare questo screening al quale si sono sottoposti con il nostro test».In questi giorni decine sono state le richieste, i telefoni dei laboratori sono incandescenti, il costo invoglia chi vuole avere qualche sicurezza in più a chiedere questo servizio, che si effettua anche a domicilio con un piccolo sovrapprezzo.

Si calcola che già in questi primi giorni un centinaio di persone si siano sottoposte al test. Molti hanno scelto il prelievo domiciliare e chi decide di presentarsi in laboratorio viene inserito in in percorso dedicato,su appuntamento, così che non si creino file . I risultati arrivano in poche ore. «Certamente secondo noi è un ottimo strumento di screening. Però essendo una novità ancora bisogna trovare un buon coordinamento con il sistema sanitario, condizione indispensabile, per questo noi già da ora i casi positivi accertati li comunichiamo ai medici di famiglia».

Importante, per i responsabili dei laboratori di analisi che effettuano questo esame è che la gente capisca che non ha niente ache fare con il test biologico, ossia quello del campione, l’unico che attualmente può dare la conferma di positività o negatività alla malattia.

I livornesi comunque, visto che i tamponi li fa solo il servizio sanitario pubblico e certo non a tutti, si stanno indirizzando verso questo primo “verdetto”.

Pensionate e pensionati soprattutto, ma anche medici (un discreto numero) e operatori sanitari, ovviamente qualche ipocondriaco ma in genere persone che sono convinte di “averlo già preso” questo corona virus. Come un’intera famiglia che vive in zona San Marco, “influenze bruttissime” a gennaio, febbre alta, contagio a catena dai nonni ai nipoti, dolori in tutto il corpo, febbre altissima. «Magari fosse accaduto ora ci avrebbero messo sotto osservazione ma allora chi ci pensava, tachipirina, antibiotico e via» raccontano mentre scendono di macchina per andare, uno alla volta, a fare il test. «Credo che sia un gesto al tempo stesso utile per se stessi e per gli altri - dice la dottoressa Elisabetta Rosaspina, della Labronica Analisi Cliniche, a Porta a Terra, costo del test 35 euro .- Sapere di aver già contratto il virus senza saperlo o di avere ancora in corso una situazione che scatena anticorpi spinge i pazienti a rivolgersi all’Asl, è uno screening che dà un importante indizio anche se l’ultima parola spessa solo al tampone. Noi facciamo u n test ogni 15 minuti e abbiamo ormai una lista d’attesa. —

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