Il Tirreno

Livorno

Da 30 anni in prima linea Riccardo Bernardi fa la storia di Donoratico

Divina vitale
Da 30 anni in prima linea Riccardo Bernardi fa la storia di Donoratico

L’edicola di via della Libertà, vicino al campo sportivo, è un presidio «In momenti bui come questi la gente sa di poter contare su noi» 

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IL RACCONTO/2

Divina vitale

Il primo aprile prossimo festeggerà 30 anni di attività. Riccardo Bernardi ha 55 anni, e gestisce l’edicola di via della Libertà, vicino al campo sportivo di Donoratico, assieme alla mamma Mirella e la moglie Rosa. All’inizio le cose andavano bene poi, si sa, l’editoria, negli ultimi dieci anni, è andata in difficoltà. Tanto che Riccardo si è trovato un altro lavoro senza però chiudere l’edicola. Da quattro anni è stato assunto come addetto alla manutenzione dei gas medicali dalla ditta Tecno imper-air liquide. È impiegato presso l’ospedale di Cecina e Livorno in un momento, quello che stiamo attraversando, molto difficile.

«Ho iniziato con l’edicola da ragazzo – racconta – era tutto molto diverso, è innegabile. Nel corso degli anni la vendita dei giornali si è evoluta, i giovani oggi non leggono molto. Poi sono spariti anche i bambini, che il pomeriggio venivano in edicola a comprare le figurine da collezione».

È una zona particolare quella dove lavora Bernardi e d è lui stesso a descrivere la situazione. «La nostra essendo una zona turistica con tante persone proprietarie di seconde case e turisti di passaggio, concentra molto il risultato economico sui mesi di alta stagione. La mia clientela è varia, è rappresentata sia dai locali che dai milanesi, fiorentini, inoltre, tenendo tanta stampa estera lavoro moltissimo anche con gli stranieri. Le persone che frequentano la mia edicola più che clienti sono amici. Ormai si è instaurato un bel rapporto».

«L’edicola – continua – mi ha permesso di formare una nuova famiglia oltre a quella che ho già. Ci sono cresciuto dentro, moltissime esperienze le ho maturate proprio tra quelle pareti di metallo».

E negli ultimi giorni questa edicola è diventata un vero e proprio riferimento per molti cittadini. Un cambio di abitudini inevitabile viste le restrizioni, ma tanta gente ha trovato nell’edicola di Bernardi una certezza. «Il mio punto vendita - prosegue è una sorta di piazza, di ritrovo, soprattutto in momenti bui come quello che stiamo attraversando, è importantissimo. Con la chiusura dei bar e di altri punti di aggregazione la gente frequenta maggiormente l’edicola e vista la crisi che stiamo attraversando, da troppo tempo, spero che almeno questa situazione faccia ripensare un po’ tutti al valore del nostro lavoro e al settore in generale. Perché l’informazione è fondamentale e anche noi dobbiamo essere nelle condizioni di proseguire l’attività Auspico che vengano presi provvedimenti a favore della nostra filiera».

«Sono cresciuto in edicola – conclude – e stare col pubblico per me è vitale. Non sento il peso di restare aperto nemmeno dentro un’emergenza come questa, lo vedo anzi quasi come un servizio sociale a favore della nostra comunità. Oggi che lavoro anche in ospedale sono contento perché ho trovato un lavoro collaterale che mi piace. In questo brutto periodo inoltre è molto dura e vorrei rivolgere un plauso a tutti i miei colleghi, al personale infermieristico e ai medici, che, nonostante la paura e la scarsità di materiale a loro disposizione per proteggersi, non si tirano indietro, rischiando in prima persona. Sarà dura, probabilmente non breve, ma lotteremo con coraggio». —



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