Italia
Quarantene e sospetti Covid Polemica sui certificati di malattia
Bianchi, medico di famiglia: «In troppi ci chiedono attestazioni che invece spettano all’Igiene e al medico del lavoro»
LA PROTESTA
«Ci chiedono certificati che non spettano a noi. E questo ci mette in grosse difficoltà». Enrico Bianchi segnala uno di quei problemi di riflesso che l’emergenza Covid 19 sta innescando e che cadono, a cascata, sui medici di famiglia. Si tratta di tutte quelle richieste di quarantena o di mutua per pazienti affetti da patologie croniche o immunodepressi che invece - ricorda Bianchi - spettano ad altre figure del servizio sanitario.
«Come è noto il medico di famiglia può fare i certificati di malattia a pazienti acuti (l’ammalato colpito da febbre o da sindromi varie) o cronici riacutizzati (quelli che soffrono di patologia cronica e che hanno ricadute). Tutte le altre condizioni non sono di nostra pertinenza». Con il coronavirus succede che, se un cittadino è positivo, per legge va sotto la mutua, un lavoratore della sanità sotto gli infortuni. Per i malati cronici o gli immunodepressi la legge dice che se ne deve occupare il medico competente (in caso lavori nella pubblica amministrazione) o il medico del lavoro (in caso si tratti di dipendente della ditta privata).
«Il fatto è che oggi - dice Bianchi - nessuno si vuole prendere la responsabilità di provvedere alla astensione da lavori per queste due categorie».
Così capita che laddove l’ufficio di igiene e prevenzione non riesce a dare una risposta immediata (certificando la malattia o disponendo la quarantena) la palla resta nelle mani del medico di famiglia. «Noi, per legge, non possiamo autonomamente segnalare il codice specifico che dispone la quaranena», spiega Bianchi. Ecco perché la prassi è quella, quando c’è un paziente che rientra tra i casi sospetti, di inviare una mail al servizio di prevenzione ed igiene dell’Asl che ci risponde e ci dà la possibilità di certificare la messa in quarantena». «Il problema è quando ci risponde dopo diversi giorni».
Però sono sempre più frequenti casi di pazienti che si rivolgono direttamente al loro medico di famiglia per avere certificati di malattia che invece non possono essere rilasciati da questa categoria. Bianchi ha portato tali problematiche all’attenzione del sindaco che se ne farà interprete con il prefetto. —
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