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Il virus combattuto alla finestra con i canti del professor Pardo

Lucia Aterini
Il virus combattuto alla finestra con i canti del professor Pardo

Ogni pomeriggio regala un intermezzo con musica e riflessioni sul “corona” L’ultimo su Cuba che ci «ha inviato medici senza chiederci nulla in cambio»  

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LIVORNO

Ieri la sua finestra, in via Verdi, è rimasta in silenzio. È morta una sua cara amica, la professoressa di lettere Laura Visconti, e ha deciso di non cantare. Ma fino a lunedì Paolo Edoardo Fornaciari, filologo, cantastorie, autore di brani teatrali, e collaboratore de Il Vernacoliere, aveva donato ogni pomeriggio , verso le 18, un intermezzo musicale, tra l’impegnato e l’ironico, affacciandosi su via Verdi con la chitarra.

“Pardo”, questo il nome con il quale è conosciuto, ha iniziato con il flash mob sonoro che è stato organizzato dai balconi d’ Italia il 13 marzo scorso per ringraziare medici e infermieri che sono impegnati in prima linea a combattere l’emergenza del virus e per formulare una sorta di incoraggiamento collettivo a tutti gli italiani. Quel giorno c’era anche lui.

E poi il professore non ha abbandonato questa abitudine: sempre imbracciando la sua chitarra, e sempre con diretta Facebook per poter raggiungere un pubblico più vasto e non sono quello della sua strada, tutte le sere ha intonato brani diversi “condendoli” anche con spunti e riflessioni sul particolare momento che si sta vivendo a Livorno e in tutto il mondo.

Tra questi brani “Pardo” ha regalato ai vicini e agli amici su facebook “Via da noi” e altre canzoni popolari.

Lunedì pomeriggio c’è stata l’ultima esibizione, con basco nero e maglia rigorosamente rossa, dedicata a Cuba con tanto di bandiera bianca, celeste e rossa (che si vedeva sullo sfondo) in omaggio ai medici cubani che sono arrivati in Italia per andare a lavorare all’ospedale di Cremona, una delle zone più colpite dall’emergenza. Questo «senza chiederci niente di cambio», ha sottolineato “Pardo”.

Da Cuba è passato alla Cina intonando un altro brano, “L’oriente è rosso”, questa volto rivolto alla Cina che «oltre al virus ci sta passando anche aiuti” che sono però bloccati a Praga. E da qui, proprio con riferimento al sequestro di mascherine regalate dai cinesi ma bloccate nella Repubblica ceca, passa a una canzone di Enzo Jannacci, “Il primo furto non si scorda mai” “Si comincia quasi sempre dai pollai, fuggendo con il pollo stretto al petto”.

Sempre lunedì pomeriggio ha offerto altre strofe del tipo “al mare si tornerà col costume e l’infradito” a fare il bagno sul Romito.E un pensiero è stato dedicato al coro “Pane e guerra” di Bergamo « in una città - ha spiegato ancora il professore livornese- dove c’è una quantità di morti che non si sa spiegare. Bisogna avere un pensiero per loro».E rivolge le sue parole anche a Brescia «che con noi condivide il culto di Santa Giulia». Aggiungendo «per quello che può interessare a un anticlericale come me». —

Lucia Aterini

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