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Coronavirus: non si pagheranno le rette dell'asilo nido, stop anche per il costo della mensa
Il provvedimento del Comune di Livorno per la fascia 0-6 anni e primaria. Mannucci: «Presto avvieremo progetti educativi online». Ferroni: «Il bilancio è solido»
LIVORNO. Martedì 24 marzo la giunta comunale delibera l’annullamento delle rette scolastiche degli asili nido. Non si pagherà il bollettino per il periodo che va dal 4 marzo al 3 aprile, salvo proroga del decreto del presidente del Consiglio. Sospeso anche il pagamento del servizio ristorazione per la fascia 0-6 anni e per la scuola primaria statale n(sia quota variabile e fissa), servizio a domanda individuale erogato dal comune. La notizia interessa soprattutto 529 famiglie che hanno i propri figli nei nidi a gestione diretta dell’ente pubblico. Complessivamente i bambini che frequentano i servizi per l’infanzia 0-3 anni sono 941 ma di questi 412 sono in strutture convenzionate, ovvero gestori privati ai quali l’amministrazione comunale acquista posti. E 388 sono stati comprati direttamente dal comune, 28 dalla Fondazione Livorno. Per questi 412 bambini la retta (eccetto il servizio mensa non erogato) non verrà sospesa perché il rapporto del servizio intercorre direttamente tra il soggetto erogatore (privato) e l’utente. Ma l’amministrazione comunale, per non mettere in difficoltà il gestore, continuerà a versare i contributi.
Lo conferma l’assessore alle politiche scolastiche Monica Mannucci: «Ogni anno spendiamo per i servizi educativi 1,2 milioni ai quali vanno ad aggiungersi circa 670mila euro che arrivano dal Fondo Sociale Europeo». Con questi gestori, tuttavia, l’amministrazione vuole tenere aperto un confronto. «Noi facciamo la nostra parte – dice Mannucci – ma ricorderemo loro che c’è la possibilità di avvalersi di tutta una serie di strumenti previsti nel decreto». La giunta, però, vuole dare una risposta più articolata che non si ferma allo stop al pagamento delle rette. «Stiamo facendo uno sforzo enorme – prosegue la vice sindaca – ma vogliamo aiutare le famiglie attraverso progetti educativi a distanza da offrire ai più piccoli”.
Per questo la Conferenza dei servizi dell’Istruzione è già in contatto con l’Università di Firenze per offrire piattaforme digitali che le insegnanti dei nidi comunali potranno utilizzare per lavorare con i loro piccoli alunni. «Con questo provvedimento – dice l’assessore al Bilancio Viola Ferroni – il Comune rinuncia all’entrata dei servizi garantiti. Naturalmente abbiamo margine di intervento solo per quanto l’ente eroga, non per quanto le maglie pagano direttamente al privato». Queste misure comporteranno – conferma Ferroni – alcune variazioni di bilancio. «Operazioni che interessano i servizi educativi, musei e biblioteche ed una parte di servizi socio-sanitari per i quali l’amministrazione dovrà certificare minori entrate, ma dovrà valutare anche i singoli contratti di appalto per quanto riguarda le uscite». «Il Dpcm del 17 marzo in questo senso – specifica l’assessore – lascia margini di spazio ai comuni in vista del riequilibrio di bilancio che ad oggi è fissato al 31 luglio».
L’assessore spiega anche che se certe operazioni oggi sono possibili è perché “il bilancio del Comune è solido”. «Siamo in condizione di rispondere a questo stato di emergenza. La situazione, dal punto di vista dei conti, non è allarmante ma è chiaro che se questo stato dovesse continuare ancora a lungo potremmo trovarci in difficoltà come già si trovano, purtroppo, altri comuni».
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