Gioco
Vendeva a 15 euro l’una mascherine “irregolari”
Denunciato un 40enne bengalese con regolare permesso di soggiorno È accaduto in piazza Cavallotti: i vigili urbani hanno sequestrato la merce
livorno
Lo hanno fermato quando il tranquillo sabato mercatale correva lento. Era lì, esortando all’acquisto di un po’ di sicurezza per la salute, uno strumento anti Covid-19 ricercatissimo - le mascherine - sul tratto di confine fra piazza Cavallotti e la via del Cardinale, come spesso accade per chi vende merce mostrandola, e facendola oscillare, alzando semplicemente le braccia. Una vetrina ad altezza della vista per chi passa in tutta fretta ma che può restare folgorato da un oggetto. Con la mano sinistra, una sfilza di trecce di capi d’aglio, ricordando alle massaie quanto esso faccia bene al cuore e citando (forse gliel’aveva detto qualcuno) Jaques Mayol, il noto apneista che d’aglio era un forte consumatore; e, nella mano destra, una bella manciata di mascherine psuedo-protettive, senza nessuna sigla e marchio, inserite ciascuna in una bustina non sigillata e ritenute anche di scarsa qualità. E neppure ad un prezzo economico: 15 euro l’una. Davvero non poco per un prodotto di quelli senza molte garanzie. Nè a chi lo indossa, e neppure a chi gli è vicino. Zero protezione o quasi, insomma, e quelle righine bianco e celesti che ricordano tanto il tessuto di mutande boxer vintage.
Una coppia di vigili urbani, ha così contestato la doppia infrazione ad un cittadino quarantenne bengalese, residente a Livorno ed in regola col permesso di soggiorno, denunciandolo per commercio abusivo e violazione dell’ordinanza del sindaco che si rifà al decreto.
Si è creata un po’ di folla attorno ai protagonisti, nessuno tra coloro che si fermavano per informarsi su cosa fosse accaduto, a dare solidarietà allo straniero. Impaurito e balbettante, mentre guardava i due agenti che gli controllavano i documenti e chiamavano una pattuglia che venisse a ritirare la merce automaticamente sequestrata.
Per qualcuno, l’idea che si potesse addirittura trattare di protezioni autoprodotte, o comunque uscite da qualche laboratorio clandestino che lavora in forma sartoriale.
Appena è arrivata l’auto della Polizia Municipale, il corpo del reato è stato esposto sul cofano della Fiat Punto bianco e rossa con il Pegaso della Regione Toscana per essere fotografato ed inviare in tempo reale l’immagine al comando.
Al bengalese sono state quindi contestate le due ipotesi di reato .
La comandante Annalisa Maritan, commentando l’episodio, non solo prima raccomanda ai propri concittadini una maggiore disciplina e responsabilità negli spostamenti in città, ricordando che a fare la spesa ci deve andare solo un componente per famiglia ma poi regala un consiglio.
«Come per tante altre tipologie merceologiche, diffidare di comprare oggetti di cui non si conosce la provenienza. Spesso i materiali non sono certificati, non hanno la resa che uno si aspetta e neppure l’efficacia. Meglio quindi, fare un pochino di fila rispettando le distanze minime e rivolgersi presso quei punti vendita autorizzati oltre alle farmacie». Maritan, poi riprende. «Con la salute non si scherza, e i miei uomini hanno l’ordine di essere inflessibili. Non si fa sciacallaggio su una situazione grave come quella che stiamo vivendo anche se il motivo è quello di guadagnare qualcosa per campare. La tolleranza è pari a zero, i controlli ci sono e ci saranno e colpiremo i trasgressori senza fare sconti a nessuno». —
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