Il Tirreno

Livorno

Resistere a primavera

fabrizio Brancoli
Resistere a primavera

La storia ci sta consegnando delle nuove priorità. Ci servono fiducia e consapevolezza, ci serve cura in ogni senso di questa magnifica parola

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Svegliati Fabrizio, che si parte. Uscivo di casa prestissimo, con mio padre, per fargli compagnia in qualche lungo viaggio di lavoro, dalla Toscana a Mestre, a Milano, in Piemonte. Era l’alba. Io le strade vuote, di giorno, le associo a quelle prime luci del giorno, quando lo sportello di un’auto e un uccellino su un platano sembrano gli unici depositari dei suoni. Un ubriaco della notte prima, le consegne dei giornali, il bar aperto per i cornetti di chi rientra solo adesso. Ma oggi l’alba è a ogni ora. E il sole sa essere anche perfido, è bello e accecante, comincia la primavera.

Non avevo mai vissuto una cosa del genere; coprifuoco era una parola del tempo di guerra oppure una similitudine del lessico familiare, che designava il divieto di restare fuori da una cert’ora in poi.

Come ci stiamo comportando? Siamo coscienziosi? Siamo adeguati? Ognuno darebbe risposte diverse. Eppure da qualche parte, dentro di noi, ci deve essere la forza per capire che cosa è in gioco, oggi, fuori da ogni porta di ogni casa e di ogni ufficio. E valutare che cosa valga veramente la pena.

Così, cerchiamo dei modelli di riferimento. Resistenza e liberazione, per esempio, sono ispirazione di questo giornale, da sempre. Sono lì, a portata di mano, più ampi e profondi del loro già fondamentale ambito storico: valgono anche ora, valgono sempre. Resistere per liberarci. Resistere tenendo una posizione, per non veicolare il male. Resistere facendo la guardia al fortino dei nostri affetti, sentinelle delle frontiere tra le nostre paure e il senso di comunità. Tessendo i rapporti con le persone, tenendo stretti i legami anche senza baci e senza abbracci.

Questa storia ci sta consegnando delle nuove priorità. Ci servono fiducia e consapevolezza, ci serve cura in ogni senso di questa magnifica parola. Dopo l’alba c’è un’intera giornata e noi quella giornata possiamo sprecarla o costruirla bene.

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