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Coronavirus, svuotato il 6° padiglione i degenti di Chirurgia trasferiti a Ortopedia

Giulio corsi
Coronavirus, svuotato il 6° padiglione i degenti di Chirurgia trasferiti a Ortopedia

Spostati a Neurochirurgia i pazienti operati a Chirurgia Vascolare. Ma l’attività operatoria continuerà per urgenze e tumori

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LIVORNO. Il 6° padiglione - che da sempre accoglie i pazienti chirurgici - potrebbe diventare completamente dedicato al Covid. «Abbiamo bisogno anche di posti letto non ventilati», aveva spiegato nell’intervista pubblicata ieri sul Tirreno il direttore dell’ospedale Luca Carneglia. Mettendo sul tavolo un piano che sembrava tuttavia non proprio immediato: lo spostamento di grossa parte delle degenze di Chirurgia al 3° padiglione.

«Chirurgia generale potrebbe spostarsi dal 6° secondo ed essere accorpata in parte a Ortopedia e in parte a Neurochirurgia, visto che l’attività chirurgica si è ridotta», aveva detto Carneglia. Quel piano invece era assai più imminente di quanto trapelasse dai toni del direttore: nella mattina di venedì 2' marzo Carneglia ha infatti riunito tutti i primari comunicando loro la decisione della direzione.  L’obiettivo è recuperare al più presto decine e decine di posti letto in vista dell’ondata di nuovi casi positivi prevista in questi giorni (già ieri se ne è avuta prova con i 55 nuovi contagi contati dall’Asl nella sola provincia di Livorno).

Ma il piano nasce anche sulla base del progetto di trasformare Livorno in uno degli ospedali Covid di riferimento di tutta l’Asl Toscana Nord Ovest, probabilmente il principale viste anche le dimensioni e la potenzialità di spazi. Non è un caso d’altra parte che siano già diversi i ricoverati provenienti da altre province limitrofe, con alcuni pazienti arrivati anche da fuori regione. L’operazione è partita ieri pomeriggio, con i primi trasferimenti dei pazienti della Chirurgia generale guidata da Andrea Carobbi verso il reparto di Ortopedia e quelli della Chirurgia Vascolare diretta da Claudio Invernizzi verso Neurochirurgia.

Quanto durerà questo spostamento? Almeno un mese, forse due. Il tempo dell’emergenza, che ad oggi nessuno sa calcolare.  In questo quadro è importante sottolineare un aspetto: l’attività chirurgica, per quanto in gran parte ridotta, prosegue quotidianamente.  «Il blocco operatorio continua a lavorare - conferma Carneglia -. Vengono effettuati tutti gli interventi urgenti, gli oncologici, gli oncologici programmati e quelle operazioni che a giudizio del clinico non sono rinviabili».

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