Gioco
Confindustria: oltre ai soldi serve lo “sblocca-burocrazia”
Ricci: ok la tutela della salute ma guai se si sbloccano le attività produttive, le piccole e medie imprese sono parte di una catena
LIVORNO
Ben venga il decreto “Cura Italia” ma è solo «un doveroso e necessario primo passo»: se ci si dovesse fermare lì, la risposta sarebbe «palesemente insufficiente e inadeguata ad affrontare questo drammatico momento che, correttamente, è stato paragonato ad una guerra». Parola della Confindustria livornese (che già da tempo è tutt’uno con quella apuana) in un documento firmato dagli industriali toscani a livello regionale e dalle varie rappresentanze territoriali.
«Le regole burocratiche, nell'emergenza assoluta che viviamo, devono essere eccezionali, per evitare che anche le misure del decreto divengano inefficaci o, addirittura, controproducenti», dice il fronte confindustriale: nel mirino le circolari che concretizzano il decreto così come «il surreale rinvio di quattro giorni del termine per i versamenti alla pubblica amministrazione». Nel documento si rileva che «senza una sospensione almeno fino al 30 giugno di tutte le scadenze fiscali, il “Cura Italia” risulterebbe sostanzialmente vanificato». Tradotto: c’è da «agire con misure extra-ordinarie non solo a livello di risorse, ma anche nelle procedure per la loro attivazione».
Insomma, gli imprenditori «sono ovviamente d'accordo che l'emergenza sanitaria e le garanzie del lavoro debbano avere l'assoluta priorità; ma è altrettanto evidente che la tenuta del sistema economico non possa essere trascurata».
«In questo momento, – dice il presidente confindustriale livornese Alberto Ricci – l’obiettivo primario rimane quello di tutelare la salute di dipendenti e collaboratori, cercando di non bloccare le attività produttive, soprattutto manifatturiere. Le nostre piccole e medie imprese, in particolare, sono parti essenziali di catene di fornitura nazionali e europee che sarebbe irrimediabilmente compromesse se le nostre aziende dovessero trovarsi nelle condizioni di arrestare, seppure temporaneamente, le rispettive attività. In questo scenario estremamente critico, è necessaria un'azione tempestiva che sostenga la liquidità delle imprese e faccia leva sulle misure necessarie per far fronte ai rilevanti cali della domanda che già si stanno verificando». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google